Il Tirreno

Pontedera

Lanterne per dire no alla violenza di genere e ricordare Elisa

di Sabrina Chiellini
Lanterne per dire no alla violenza di genere e ricordare Elisa

In piazza del Seminario iniziativa voluta dall’associazione Frida «Chiamiamo ciò che è successo con il suo nome: femminicidio»

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SAN MINIATO. Le testimonianze delle donne che hanno trovato aiuto e ascolto nei centri antiviolenza: «Al posto di Elisa avrei potuto esserci io». Loro, le donne che sono state vittime di uomini violenti, sono l’esempio che si può uscire dalla spirale della paura. E poi pensieri affidati alle lanterne, pronte a volare nel cielo di San Miniato, lanciate durante l’iniziativa organizzata ieri sera dall’associazione Frida per dire basta: stop alla strage delle donne ammazzate da mariti o ex compagni ossessionati da un amore malato.

I sindaci Vittorio Gabbanini (San Miniato), Giulia Deidda (Santa Croce sull’Arno), Giovanni Capecchi (Montopoli Valdarno) e Gabriele Toti (Castelfranco di Sotto) hanno aderito all’iniziativa per ricordare Elisa Amato, 30 anni, di Prato, uccisa il 26 maggio dall’ex fidanzato Federico Zini, 25 anni, di San Miniato, che le ha sparato da distanza ravvicinata prima di togliersi la vita.

La suggestiva cornice della piazza del Seminario ha accolto donne e uomini, tutti pronti a ricordare che a San Miniato c’è stato l’ennesimo femminicidio.

«Chiamiamo quello che è avvenuto in questi giorni con il suo nome: femminicidio – dice Elise Bianchi di Frida – Abbiamo deciso di organizzare quest’iniziativa con i cittadini per dire no alla violenza sulle donne».

Le quali possono chiedere aiuto ai centri antiviolenza e devono denunciare prima che sia troppo tardi. Il lavoro da fare è molto, la violenza di genere è anche un fatto culturale. Tra le prime a prendere la parola, una donna che ha vissuto in un centro antiviolenza: «Lo rifarei altre mille volte. Ho avuto un vero aiuto. Ti danno la possibilità di trovare chiavi di lettura diverse».

«Pianteremo rose in San Domenico. Perché ogni rosa possa raccontare una storia di donne uccise», è il pensiero di una rappresentante dell’associazione Moti Carbonari.

Prende la parola anche Daria, del Fiore della Vita di Lari, la quale invita le donne a denunciare.

Poi a parlare sono le lanterne della speranza. Luci in un mondo dove la violenza di genere accompagna purtroppo i nostri giorni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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