Finanza
Terra di robot: a Pontedera il centro per l’industria 4.0
Assegnato alla Sant’Anna uno degli otto competence center
PONTEDERA. Il primo passo è fatto. Ora bisogna riempire di contenuti quello che ai più risulta essere un “mistero”, il competence center che fa capo alla Scuola Sant’Anna di Pisa e che ha il suo centro nevralgico a Pontedera. Industria 4.0 e cioè di robot, di logistica e manutenzioni basate sull’analisi dei dati. La produzione del futuro che è già realtà. Ma ora sta alle aziende voler innovare sul serio.
Bisogno d’innovazione. Il competence center assegnato a Pontedera (in tutta Italia ce ne sono otto) da parte del Ministero dello sviluppo economico (Mise) presuppone che al suo interno ci sia una rete tra istituti di ricerca e università e aziende fornitrici di macchinari per l’industria 4.0. E che, a questa realtà si rivolgano imprese che abbiano la necessità d’intervenire su una parte o sulla produzione, inserendo robotica, controllo in remoto dei macchinari, analisi dei dati per la manutenzione e molte altre soluzione legate alla “quarta rivoluzione industriale”. Un servizio a pagamento, ovviamente, ma che risulta comunque favorevole per chi vuole innovare, grazie ai super incentivi del Governo, e che sono da tempo a disposizione, oltre ad altri bandi di finanziamento che saranno pubblicati successivamente.
Imprese nel motore. Il competence center pontederese si chiama “Artes 4.0”, coordinato dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e sarà specializzato in robotica avanzata e tecnologie digitali abilitanti collegate. «Della rete che coordina la Sant’Anna – spiega una nota della Scuola superiore – fanno parte 13 tra università e centri di ricerca e 146 imprese selezionate tramite un avviso pubblico e che costituiranno il “motore” del centro di competenza. Paolo Dario è docente dell’Istituto di BioRobotica della Sant’Anna e direttore scientifico incaricato dal rettore dell’istituto, Pierdomenico Perata, per il coordinamento. Artes 4.0, in graduatoria è quarto, dietro alle proposte dei Politecnici di Torino e Milano e a quello dell’Università di Bologna.
A giorni la contrattazione. L’operazione deriva da un bando pubblicato dal Mise e che mette a disposizione 73 milioni complessivamente. Nei prossimi giorni avverrà una vera e propria contrattazione tra Artes 4.0 e ministero a cui seguirà un contratto e l’assegnazione di un budget. «Mediamente si pensa che a ogni competence center toccherà una cifra tra gli otto e i dieci milioni – dice Paolo Dario – Una cifra importante che servirà a far partire il progetto e a rispondere alle esigenze delle aziende che richiederanno la nostra competenza. La specializzazione è la robotica, applicata a manifatturiero, ma anche all’agricoltura, alla salute e all’artigianato».
Studenti del futuro. Il bando del Mise si riferisce a un periodo di quattro anni e ogni centro di competenza potrà rivolgersi a tutto il territorio nazionale. «Finalmente siamo partiti – aggiunge il professore – Ora ci sarà da capire i tempi necessari al nuovo Governo. Da qui la difficoltà nel prevedere la partenza ufficiale dell’operazione. Si tratta del primo passo verso un nuovo modo di concepire il concetto di trasferimento tecnologico. L’industria 4.0 non creerà solo nuove metodologie produttive, ma avrà bisogno di figure lavorative più specializzate e focalizzate sull’innovazione. Per questo stiamo collaborando da anni con le scuole superiori, comprese quelle di Pontedera. Saranno gli studenti attuali, gli addetti da impiegare nelle fabbriche 4.0».
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