La protesta
Un pallone di fiori per l’addio a Federico
Gremita la chiesa di Balconevisi ai funerali del calciatore di 25 anni che il 26 maggio ha ucciso l’ex fidanzata e poi si è suicidato sparandosi
SAN MINIATO. Fiori rosa sulla bara insieme a rose bianche e colorate a comporre un pallone per l’ultimo saluto a Federico Zini, il calciatore di 25 anni del Tuttocuoio, che il 26 maggio ha ucciso con due colpi di pistola la sua ex, Elisa Amato, 30 anni, di Prato e poi si è tolto la vita sparandosi con la stessa pistola. Di fronte a due vite spezzate in circostanze così tragiche il silenzio è rispetto. Troppi sono i dubbi che passano per la mente dei familiari e delle tante persone che hanno voluto partecipare all’addio a Federico unendosi in un abbraccio commosso alla famiglia Zini. Tutti gli occhi, nella piccola chiesa di Balconevisi che non può contenere la folla commossa, sono puntati sul feretro, coperto dalle maglie di società di calcio.
Una foto sulla bara ritrae Federico in un momento di grande felicità. Ma quell’immagine è un ricordo e il calciatore non potrà più raccontare il dolore che gli ha fatto scegliere il silenzio e, soprattutto, che lo ha portato a dire addio alla vita nel momento della gioventù e delle speranze. Il pensiero di tanti va a Federico, ma anche all’ennesima vittima di quel male oscuro che si chiama femminicidio.
Il vescovo di San Miniato, Andrea Migliavacca, senza entrare nel cuore della dolorosa vicenda, durante l’omelia, ha fatto riferimento alla povera Elisa, sepolta anche lei nel pomeriggio di ieri. Ma per il presule, che ha presieduto la cerimonia concelebrata con i parroci di Santa Croce e di Balconevisi, in questi momenti così carichi di domande, sconcerto e dolore, c’è spazio solo «per il silenzio e per la vicinanza alla famiglia», ha detto. «Sono qui a celebrare le esequie perché me lo hanno chiesto i genitori, Maurizio e Katia, e il fratello Lorenzo. Siamo vicini a loro anche con la preghiera».
Poi le parole di monsignor Migliavacca sono state per la vita di Elisa «che è stata tolta ingiustamente e ingiustificatamente. Siamo vicini alla sua famiglia».
Nessuna parola potrà dire quale è stata la causa di tanto male. La famiglia e i gli amici – resteranno nel cuore di tanti le dolci parole di commiato del Lorenzo e della zia – potranno ricordare i tanti momenti belli trascorsi con lui e i momenti belli prima della tragedia. Potranno pensare alla sua grande passione per il calcio, all’amore per la nipotina, potranno sentire la sua mancanza.
«Ciao Federico – dicono – ora tirerai i calci in mezzo ai prati del paradiso».
Anche se la morte di Federico è stata preceduta da quella di una giovane donna, alle esequie l’affetto per il giovane scomparso così prematuramente ha prevalso. I ricordi del fratello e del padre Maurizio, che ha letto una lettera di ringraziamento a nome della famiglia chiedendo di nuovo perdono per il gesto del figlio, sono stati accompagnati da lunghi applausi, come sempre più spesso capita ai funerali di giovani che muoiono prematuramente in seguito a malattie o incidenti stradali.
«Ci mancherai», dicono i compagni di squadra del Tuttocuio, segnati dalla dolorosa vicenda che li ha travolti alla vigilia di un fine settimana di maggio.
Nessuno aveva intercettato l’angoscia e il peso che tormentavano Federico. Ma dubbi e sconcerto, anche se dovessero avere risposte dalle indagini, non potranno alleviare la sofferenza.
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