Attenzione
Lo strazio della mamma: ridatemi mio figlio
Originario di Palermo, il giovane viveva con la madre in un appartamento in via Ciro Ravenna
PISA. «Rivoglio mio figlio, ridatemelo». Lo strazio di una madre racchiuso in un appello che diventa un lamento da lasciare ammutoliti. Ripetuto all’infinito. È il tormento che trafigge il cuore di una donna a cui hanno appena detto che suo figlio non c’è più. Uscito di casa in un giorno di festa per fare un giro in moto in compagnia di amici. Passa qualche ora e due marescialli dei carabinieri suonano alla porta e si trasformano in ambasciatori di notizie che per un genitore sono condanne a vivere nel dolore perpetuo: «Ci dispiace signora, suo figlio è morto in un incidente».
Tania Cannata è la mamma di Antonino Amato. Siciliana di Palermo dove anche il figlio era nato, la donna da anni vive a Pisa. In via Ciro Ravenna, a due passi dall’Aurelia, nell’agglomerato di case popolari allineate in un disegno geometrico regolare, il silenzio di una mattina di festa viene rotto dalle invocazioni della donna. Al suo fianco il compagno a rincuorarla, l’altro figlio più grande non abita a Pisa.
Viveva ancora con la madre, Antonino. Non aveva ancora un’indipendenza economica. Cercava la sua dimensione stabile nel mondo del lavoro e nel frattempo metteva insieme assunzioni stagionali come pizzaiolo sul litorale. Un aiuto in casa alla mamma, impegnata nell’assistenza agli anziani, e con i risparmi si dedicava alla sua passione per le moto. Ieri aveva schierato la sua Honda da strada lasciando la Seicento gialla parcheggiata davanti al palazzo. Giorno di festa, sole ad accarezzare centauri e ciclisti. È uscito presto, un saluto a mamma Tania. Poco prima delle dieci e mezzo il destino ha imposto un’altra croce sul bordo strada della Fila a Capannoli.
«Era un ragazzo d’oro – lo ricorda Giovanna Madrigali, una condomina –. Mi aiutava sempre a salire le scale per entrare in casa. Era lui che si faceva avanti, non c’era bisogno che glielo chiedessi».
Al piano terra dell’edificio al civico 5 di via Ciro Ravenna le persiane sono chiuse. Nel silenzio del cortile l’unica voce che arriva dall’interno è quella della signora Tania.
Esce dall’appartamento sorretta dal compagno. Due sottufficiali dell’Arma l’hanno appena informata di quello che è accaduto ad Antonino. Una madre devastata che implora inconsolabile: «Rivoglio mio figlio, ridatemelo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
