Sicurezza
«I consiglieri azzurri sono stampella del Pd»
Spaccatura nel centrodestra su Palazzo Pretorio: Fdi, Lista Civica e Lega contro Barabotti e Pandolfi
PONTEDERA. Ormai nel centrodestra è scontro senza esclusione di colpi sui lavori al Palazzo Pretorio e ai relativi costi. Da una parte Barbara Badalassi (Fratelli d’Italia), Alessandro Tantussi (Lista Civica) e Daniele Baroni (Lega). Dall’altra Federica Barabotti e Domenico Pandolfi, consiglieri comunali di Forza Italia.
«Barabotti e Pandolfi – dicono i primi tre – ci attaccano accusandoci di critiche poche costruttive nei confronti di Palazzo Pretorio e dei lavori che il Comune ha finanziato per la sua copertura, danneggiata dal vento, nonostante Palazzo Pretorio sia stato dato in gestione alla società City Group, che lì dentro ha due attività: una di bar e l’altra di ristorazione. Il percorso di Pandolfi e Barabotti, in consiglio comunale in rappresentanza di Forza Italia, è contraddistinto da molte votazioni con la maggioranza, non a caso hanno votato sempre a sostegno di questa gestione del palazzo pretorio, dimostrando di essere una stampella della maggioranza. Il loro stesso partito negli ultimi mesi li ha ripetutamente sconfessati pubblicamente. Questo testimonia come oggi a Pontedera in consiglio comunale non vi sia una vera opposizione di centrodestra».
«Ora – proseguono Badalassi, Tantussi e Baroni – ci rivolgiamo al sindaco Millozzi che si arrampica sugli specchi per disconoscere i documenti pubblici che ha firmato. Fino al 2013 in quel fabbricato lavoravano dei giudici che ricevevano pubblico e avvocati, il che significa che la struttura, completamente restaurata una decina di anni prima, non era fatiscente. La concessione del Palazzo Pretorio, il cui valore in atti pubblici è stato dichiarato essere di 1.915.000 euro, è stata accordata per “ristrutturare” il palazzo ed è stata portata a termine per la modica cifra di 1.010 euro/anno, ovvero 84 euro al mese. Per trenta anni il fabbricato è nelle mani del concessionario. Gli incassi delle “attività culturali” non c’entrano nulla. Queste sono il frutto di un’attività imprenditoriale. Nella convenzione è scritto che la manutenzione, ordinaria e straordinaria, è a carico del concessionario. Ora scopriamo che non solo il Comune si accontenta di “concedere” il palazzo per 84 euro al mese, ma deve anche sopportare costi di manutenzione assai più ingenti dell’incasso. Nel frattempo il Comune paga la maggior parte dei 300mila euro alla Coop, in via Brigate Partigiane, per l’affitto dei locali dell’Unione Valdera (i cui uffici potevano essere spostati nel Palazzo Pretorio) e paga a un privato l’affitto dei locali occupati dai giudici di pace in via Gotti».
«Barabotti e Pandolfi – concludono Badalassi, Tantussi e Baroni – continuino a dare la mano al Pd e alla maggioranza. Sappiano, però, che i loro elettori non li hanno votati per accarezzare il Comune, ma per cambiarlo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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