Il dolore
Era stato respinto dalla ex per questo l’ha picchiata
La polizia ha ricostruito l’aggressione avvenuta sul Ponte Napoleonico e ha denunciato l’autore. La vittima è stata accolta in una struttura protetta
PONTEDERA. «La stavo soccorrendo perché aveva avuto un attacco epilettico». Ha cercato di difendersi in ogni modo dalle accuse l’albanese ritenuto l’autore dell’aggressione ai danni della sua ex, una donna romena di 29 anni, residente a Pontedera.
L’altra mattina sul ponte Napoleonico i passanti hanno visto una donna che a stento riusciva a sottrarsi alla violenza dell’ex che la schiaffeggiava mentre aveva in mano un cacciavite. C’è stato un fuggi-fuggi e solo un anziano è intervenuto per difendere la donna (ora affidata a una struttura protetta). Quando la polizia è arrivata sul ponte la donna era in stato di choc. Sono stati allertati i soccorsi e la giovane è stata trasportata in ospedale dove è stato attivato il codice rosa, riservato alle vittime di violenze.
Anche se la donna era molto spaventata e non riusciva quasi a parlare, la polizia ha avuto subito dei sospetti sull’autore dell’aggressione. È scattata quindi la ricerca dell’uomo che è stato identificato nell’ex della romena. Si tratta di un 33enne, albanese già indagato per furti e rapine. Il suo nome e le indicazioni per le ricerche sono stati inseriti nella banca dati delle forze di polizia.
L’altra sera il disoccupato è stato fermato a Pisa dalla squadra mobile della Questura su segnalazione di un finanziere che ha riconosciuto lo straniero.
A quel punto il quadro è stato chiaro: a picchiare la 29enne è stato l’ex convivente che non si rassegna alla fine della loro storia. L’altra mattina l’ha raggiunta nella sua abitazione e, dopo essersi introdotto con la forza, ha iniziato a picchiare la donna fino a quanto lei è riuscita a scappare in strada per chiedere aiuto. Solo un anziano, del quale va apprezzato il senso civico, si è attivato per difenderla, aiutato poi da un ragazzo. E l’albanese, che era armato con un giravite, probabilmente usato per aprire il portone del condominio e la porta d’ingresso dell’abitazione, si è allontanato. La polizia ha spiegato che il cacciavite, per fortuna, non è stato usato per colpire la donna. Tuttavia è stato usato per minacciarla e rubarle la carta di identità. Quando l’uomo è stato rintracciato, erano passate alcune ore ed era trascorso lo stato di flagranza che gli ha consentito di cavarsela con una denuncia in stato di libertà per il reato di rapina aggravata, lesioni aggravate e violazione di domicilio.
Anche se in passato la donna lo aveva già denunciato una volta per le molestie, non sono stati presi provvedimenti ulteriori nei confronti dell’uomo.
Il sindaco Simone Millozzi ha commentato la vicenda: «Mi auguro che le norme forniscano adeguati strumenti per impedire che vengano commessi questo tipo di reati. Mi preme ringraziare la polizia per la veloce soluzione del caso. Voglio ringraziare innanzitutto l’anziano che per primo è intervenuto in difesa della giovane ma anche quei cittadini che hanno sollecitato l’intervento delle forze dell’ordine e che non hanno fatto finta di non vedere ciò che accadeva. La comunità ha saputo dare una risposta e, grazie a tutti, l’episodio è emerso e si è potuto assicurare il colpevole alla giustizia. Pontedera è, e deve rimanere, una città coesa e attenta. Dobbiamo combattere la cultura della violenza e della illegalità». (s. c.)
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