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Collocate in Comune le due opere donate da Valerio Comparini

Collocate in Comune le due opere donate da Valerio Comparini

SANTA CROCE SULL’ARNO. Le due opere dell’artista Valerio Comparini, già donate all’amministrazione comunale, hanno trovato spazio al primo piano del Palazzo Comunale. Questa scelta è stata dettata...

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Le due opere dell’artista Valerio Comparini, già donate all’amministrazione comunale, hanno trovato spazio al primo piano del Palazzo Comunale. Questa scelta è stata dettata dalla volontà di individuare uno spazio più definito e riconoscibile alle due opere dell’artista santacrocese, arricchendo così il patrimonio culturale e artistico del Palazzo Comunale, luogo pubblico per eccellenza.

Comparini, nato a Fucecchio nel 1957, ma da sempre residente a Santa Croce sull’Arno, è pittore, scultore, film-maker, cantautore abusivo con lo pseudonimo di Gino Camicia, insomma un artista poliedrico che da sempre anima la vita culturale del nostro Comune.

Le due sculture sono: “Sedia per fancazzisti” e “Mirror”.

La prima, realizzata nel 1989, scultura in acciaio inox e materiali da conceria, è un’opera ironica dove l’artista, partendo da uno studio di forme legato al design, realizza una sedia perfettamente scomoda.

La seconda, realizzata nel 1987, utilizzando ferro, vetro, plexiglas e silicone fa parte di una serie di specchi frantumati nei quelli non è possibile specchiarsi e ha come tema l’ostacolo del narcisismo.

«La scelta di questa nuova collocazione – spiega la sindaca Giulia Deidda – rispecchia la nostra idea che la cultura debba contaminare gli ambienti e che debba essere il più possibile accessibile e fruibile dai cittadini. Il valore aggiunto della presenza delle due sculture sta nel fatto che l’autore è un nostro concittadino e riprende un percorso già delineato nel tempo. Ne sono esempio i ritratti di Cristiano Banti, dello stesso Comparini, Gianluca Sgherri, Giuseppe Lambertucci, Fulvio Leoncini, Romano Masoni e Simonetta Melani, che trovano spazio al piano terra, così come altre opere di artisti come Antonio Bobò, Antonio Biancalani, Dilvo Lotti, che si ispirano alle caratteristiche della vita santacrocese. Ringraziamo – conclude Deidda – Comparini e tutti gli altri artisti per la loro generosità e per condividere con noi la visione della cultura pubblica, indiscusso strumento di crescita per un’intera comunità».



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