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Lavori a Palazzo Pretorio sarà chiesto il rimborso
Il sindaco Millozzi risponde all’attacco delle destre: «Leggano il codice civile Il tetto è parte comune e il privato ha in concessione soltanto il piano terra»
PONTEDERA. «I numeri sono numeri e le regole del condominio sono scritte nel codice civile: il tetto è parte a comune e l’amministrazione chiederà il rimborso dei lavori secondo le quote millesimali».
Così Simone Millozzi, sindaco di Pontedera, risponde al centrodestra in merito ai lavori in corso a Palazzo Pretorio.
«La destra locale, alla ricerca della solita polemica – sostiene il primo cittadino – ha posto la propria attenzione sui lavori di messa in sicurezza di una porzione di tetto del Palazzo Pretorio a seguito di un intervento dei vigili del fuoco sollevando il dubbio che l’amministrazione comunale si sia accollata una spesa che non le competesse. Ebbene, sarebbe bastato aver meno fretta nell’andare sulla stampa con domande del tutto retoriche e verificare qualche atto e qualche regola di diritto civile perché i dubbi della destra fossero sciolti senza disturbare la pubblica opinione. L’amministrazione comunale è proprietaria del palazzo pretorio e ha dato in concessione, con obbligo di manutenzione ordinaria e straordinaria, al soggetto aggiudicatario di una gara ad evidenza pubblica, soltanto il piano terra dell’intero compendio immobiliare. Il Comune, in quanto proprietario ed attualmente utilizzatore di tutti gli altri locali del palazzo, ha messo in campo quanto necessario per eseguire i lavori necessari alla messa in sicurezza di porzione del tetto comunicando alla società concessionaria l’avvio dei lavori, la loro quantificazione e la comunicazione che al termine, dietro rendicontazione, chiederà alla stessa il rimborso percentuale secondo le quote millesimali. Esattamente come avviene per ogni spazio e struttura condominiale».
«Preme ribadire che il Palazzo Pretorio è stato oggetto di un intervento di ristrutturazione con capitali privati – afferma Millozzi – Gli investitori hanno eseguito, secondo il capitolato di appalto, importanti lavori di riqualificazione dell’intero immobile (piano terra, primo piano destinato ad esposizione culturale, piano mezzanino e secondo destinato agli uffici del giudice di pace) a fronte della concessione d’uso del solo spazio a piano terra con attività di somministrazione e ristorazione».
«La destra locale – conclude il sindaco – dice che il “corrispettivo” dell’uso del piano terra ammonti soltanto a mille euro tacendo del fatto dirimente che oltre al cospicuo investimento iniziale la società corrisponde all’amministrazione comunale 45.000 euro all’anno finalizzati alla realizzazione di attività di carattere culturale nell’area espositiva del primo piano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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