Gioco
Secondo pestaggio, stesso imprenditore
Mesi fa l’aggressore fu querelato da un senegalese che aveva lavorato per lui e non era stato pagato
CASTELFRANCO. Lo scorso dicembre la stessa famiglia era già stata protagonista di un fatto altrettanto grave a Santa Croce. Ma in quell’occasione i figli dell’imprenditore non pare fossero presenti. E in questi mesi l’autorità giudiziaria non ha mai reso noto a quali determinazione era giunta dopo quell’aggressione. Il pestaggio, lo scorso dicembre, era toccato a Cheikh Mbod, 20 anni, che vive in Italia da quando era un bambino. Il giovane è arrivato insieme al padre Malick, 56 anni, dal Senegal, a Santa Croce quando il figlio aveva pochi mesi, per lavorare nel settore delle concerie.
Anche il 20ene senegalese fu bersaglio di una spedizione punitiva, almeno per come venne raccontata dalle vittime che non hanno avuto paura e hanno messo nero su bianco, in una querela, quello che era successo. Sei persone lo avevano accerchiato e picchiato con spranghe e catene, stando alla querela.
Lui e un altro connazionale avevano lavorato al nero per lo stesso imprenditore, che in questi mesi ha continuato le sue attività. E quando erano andati a riscuotere era successo il finimondo.
Vantavano complessivamente un credito di circa mille euro che nessuno voleva pagare . «Il figlio dell’imprenditore – aveva raccontato Cheikh lo scorso dicembre – ci ha mandato via. La cosa non ci ha sorpreso. In quella fabbrica si lavora in condizioni pessime. Non puoi nemmeno andare in bagno. Non era una condizione accettabile».
I problemi però erano solo all’inizio. Perché il titolare dell’azienda di pagare le giornate lavorate proprio non voleva saperne. Li aveva sfruttati, stando a quanto è riportato nella denuncia, ed era pronto a salutarli.
«Per tante volte siamo tornati alla fabbrica a chiedere i soldi. Ogni volta aveva una scusa diversa e non voleva pagare. Sappiamo che non è la prima volta che si comporta così, ma abbiamo tentato di recuperare i nostri soldi», era stata la denuncia di Cheikh.
Una delle domande più importanti riguarda le azioni che sono state intraprese in questi mesi per evitare che un simile pestaggio potesse ripetersi. Una domanda che si fanno i cittadini e le comunità colpite dal comportamento dell’imprenditore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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