La protesta
Lite in un condominio donna finisce all’ospedale
Ha avuto un malore, è caduta dalle scale e ha riportato ferite guaribili in 25 giorni In piena notte sono interventi i carabinieri, chiamati a riportare la calma
CASCINA. I rumori molesti causati nel cuore della notte da una famiglia di stranieri hanno infastidito la vicina di casa che, per richiamare al rispetto la famiglia che abita al piano superiore, ha cominciato a battere un bastone contro il soffitto. Del resto, era notte fonda e la signora rivendicava il sacrosanto diritto di dormire in pace. Quella che la condomina non aveva messo in conto era la reazione dei vicini rumorosi, una famiglia di nigeriani.
Il marito, infatti, è sceso dalle scale, intenzionato ad aggredire la vicina. Si è presentato alla porta dell’appartamento e, con un certo impeto dovuto al fatto che non era proprio sobrio, ha cominciato a battere i pugni contro la porta costringendo la donna a chiedere aiuto ai carabinieri: «C’è un uomo che cerca di buttare giù la porta di casa».
A quel punto, oltre ai rumori molesti lamentati dall’inquilina del piano di sotto a quello della famiglia nigeriana, nel palazzo era entrato anche un po’ di caos. L’arrivo dei carabinieri è servito almeno a riportare la calma.
Ma nel frattempo la moglie del nigeriano, una donna del 1976, si è sentita male e, mentre cercava di distogliere il marito dal prendere a pugni la porta della vicina, è caduta da una scala e si è procurata un trauma commotivo alla testa e una frattura ad un arto. È stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello dove è stata curata e trattenuta sotto osservazione e poi dimessa con una prognosi di 25 giorni. I carabinieri, rimasti nel palazzo a lungo, hanno cercato di capire da quanto tempo c’è attrito tra le due famiglie.
Non è la prima volta che la famiglia straniera viene redarguita perché disturba il riposo notturno degli altri condomini.
Non è escluso che l’episodio possa avere uno strascico giudiziario, considerate offese e minacce che sono volate mentre il nigeriano inveiva. Anche per i carabinieri non è stato semplice calmarlo e farlo tornare nella sua abitazione.
A quel punto, però, era quasi mattina e la signora che ha cercato un po’ di quiete con un metodo “fai da te” alla fine non ha chiuso occhio per tutta la notte. (s. c.)
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