Il Tirreno

Pontedera

Uccisa dall'ex, il padre di Federico: «La pistola? Mai vista. Lui era tranquillo»

di Sabrina Chiellini
Elisa Amato e Federico Zini durante un vacanza
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Elisa Amato e Federico Zini durante un vacanza

Maurizio Zini: "Non ricordo che la ragazza abbia parlato con noi per chiedere aiuto perché tra loro c’erano problemi" 

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SAN MINIATO. La famiglia di Federico Zini, il calciatore di 25 anni che si è tolto la vita dopo avere ucciso l’ex fidanzata, Elisa Amato, 30 anni, di Prato, commessa per un catena di abbigliamento, non si dà pace per quello che è successo. Non solo Federico ha ucciso la ex, ossessionato dalla gelosia, ma poi l’ha trasportata, ormai cadavere, per circa 70 chilometri, per mettere in atto l’ultimo atto della tragedia vicino a casa, a San Miniato, dove nel frattempo i carabinieri lo stavano cercando e avevano inviato una pattuglia davanti all’abitazione del giovane a La Catena. Il padre di Federico, Maurizio, è un giornalista molto conosciuto in provincia di Pisa.

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Come spiegate, voi familiari di Federico, questo gesto?

«Non sappiamo cosa sia successo tra di loro, tra i ragazzi. Sapevamo che ogni tanto si vedevano».

Avete contattato la famiglia di Elisa?

«Per il momento no. Ma chiediamo scusa pubblicamente per quello che ha fatto nostro figlio. Lo facciamo immediatamente. Ma vorrei dire ancora una volta che Federico era una persona solare. Nonostante avesse 25 anni (li avrebbe compiuti ieri, ndr) andava ancora ad accompagnare la madre a fare la spesa. Non c’era stato alcun segnale, nessuna avvisaglia che potesse lasciare immaginare questa tragedia».

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La sorella di Elisa, davanti alle telecamere di Sky, ha detto che la ragazza vi aveva informato delle continue richieste di Federico alla vittima.

«Non ricordo questa telefonata. Questo per noi è un momento di enorme dolore, di lutto. La nostra decisione è quella di aspettare un po’. A tempo debito parleremo della storia di questi ragazzi, ma ora non ce la sentiamo».

Avevate mai visto la pistola? Federico l’aveva comprata il 15 maggio, secondo gli inquirenti stava premeditando il gesto.

«No, non l’avevamo vista. Ci è stato detto che un amico gli aveva consigliato di andare al poligono per sfogarsi un po’».

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Avete mai intercettato un disagio, una richiesta di aiuto da parte di vostro figlio?

«No. I ragazzi avevano interrotto la convivenza e la relazione, ma ogni tanto si vedevano. Non sapevamo altro. L’altra sera Federico, quando è uscito, era tranquillo, a noi almeno è sembrato così. Di più, per noi, è veramente difficile dire in questo momento. Ripeto: era tranquillo. Ci siamo salutati come sempre e Federico ha detto: “Ci vediamo dopo”. Chi poteva pensare...».

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Faranno l’autopsia sui due cadaveri. Vi farete assistere da un avvocato?

«Penso di sì. Non sappiamo per niente cosa si fa in questi momenti, ci faremo consigliare, vedremo nei prossimi giorni. Ancora non sappiamo nemmeno quando potrà essere celebrato il funerale».

Oggi (ieri per chi legge, ndr) è il giorno del compleanno di Federico. Una data che rende tutto ancora più difficile.

«Il più bel ricordo che abbiamo di lui è il grande amore che lo legava alla nipotina di 5 anni (della quale non mettiamo il nome in quanto minorenne, ndr). Pensiamo a come le voleva bene, l’abbracciava. Era la sua principessa, come la chiamava. Ci restano questi momenti del passato».

L’uccisione di Elisa porta a 34 i casi di femminicidio dall’inizio dell’anno. Cosa pensate?

«Faccio mie le parole del capo della polizia, Gabrielli Serve che le donne denuncino ma anche che ci sia un vero cambiamento culturale rispetto alla donna».
 

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