Il lutto
Energia pulita dalla cartiera abbandonata
L’ex imprenditore Bagnoli vuole trasformare il complesso in un polo produttivo e museale
PONTEDERA. Un’idea affascinante per rilanciare un simbolo abbandonato della città. Un luogo che ha iniziato a vivere addirittura nel 1877, quando ospitò un mulino ad acqua, divenuto poi frantoio, nel 1901, e cartiera, dal 1924. Un complesso martoriato dal tempo sull’argine dell’Era, nella frazione di La Borra. Un maxi comignolo, un fabbricato semidistrutto inghiottito dal degrado e tante idee di rilancio sfumate sul nascere. Questo è oggi “La cartiera”, così chiamata da tutti.
«Ma la mia è una proposta unica nel suo genere, dove l’informazione è unita alla conoscenza concreta di strutture ed elementi funzionanti». A parlare è Lorenzo Bagnoli, 75 anni, figlio di Oliviero Bagnoli. Un cognome conosciuto a Pontedera, dato che le Officine Bagnoli per decenni hanno rappresentato un’eccellenza della città. Prima della chiusura, nella metà degli anni Novanta. Bagnoli ha studiato amministrazione aziendale all’università di Torino, poi è entrato nella ditta di famiglia, abbracciando la branca della meccanica.
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«Ho fatto anche il certificatore di robot – racconta – poi mi sono ritirato in mezzo alla natura».
Oggi Lorenzo Bagnoli abita ai piedi di un mulino a vento, nella campagna di Fauglia, e vive lontano dai rumori e dal caos della città. Una pace che ha utilizzato per approfondire le sue conoscenze in ambito meccanico. E anche per elaborare un progetto di rilancio per la cartiera.
«I locali potrebbero essere ristrutturati e suddivisi in laboratori e in una sala multimediale, dove i visitatori toccherebbero con mano tutte le caratteristiche dell’energia». Sì, perché c’è proprio l’energia al centro del progetto di Lorenzo Bagnoli. «All’interno del complesso della cartiera c’è un punto in cui l’acqua del fiume compie un salto di circa sei metri. Lì, con una turbina Banki, potrebbe essere prodotta tranquillamente l’energia per soddisfare le frazioni del Romito e della Borra», spiega ancora Bagnoli. La cartiera diventerebbe quindi un polo museale e produttivo. Aperto a tutti. «Lo scopo del mio progetto è quello di promuovere la conoscenza, il recupero e il rispetto dell’ambiente. Ovviamente non propongo un ritorno al passato, ma un rinnovamento e miglioramento», continua il 75enne col sogno di rivoluzionare la cartiera. Ed è già pronto anche il nome della struttura. «Ho pensato a Parco energia ambiente. Un luogo che farebbe da fucina per la ricerca applicata per metodi, tecniche e sistemi, al razionale uso dell’energia, dell’ambiente e di tutto quanto incida sulla qualità della vita. Una sorta di laboratorio ludico-didattico – continua Bagnoli – con ambienti integrati nell’arredo e nell’architettura urbana».
E i costi di realizzazione? Bagnoli ha pensato anche a quelli. «Sono convinto che con alcune centinaia di migliaia di euro si potrebbe già ottenere un buon risultato. Il costo dell’opera potrebbe essere ammortizzato con gli introiti dell’attività museale, unite a quelle per la messa a disposizione della sala convegni». E non finisce qui, perché nel progetto di Bagnoli c’è anche una stravagante idea per valorizzare il tratto di fiume nelle vicinanze della cartiera. «C’è una grossa ansa lì vicino, e una fitta boscaglia. A fianco della cartiera potrebbe essere allestito un parco avventure, come se ne vedono tanti in Italia e nella nostra regione. E magari potrebbe essere anche aperto un percorso per kayak, sul fiume».
Lorenzo Bagnoli ci crede. Alla sua idea lavora da anni, ed è pronto a spiegarla nei dettagli a eventuali soggetti interessati, anche se la cartiera è di proprietà privata.
«Ho illustrato il mio piano a molti amici, e a tutti è piaciuto – conclude – Realizzarlo è molto meno difficile di quello che può sembrare. Voglio lasciare uno spunto alla città e voglio lanciare un tentativo di valorizzazione di un luogo in cui sono cresciuto e che oggi, nonostante l’incuria, ha ancora potenzialità straordinarie».
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