Italia
Sgominata banda criminale nei guai anche un cascinese
Truffe, estorsioni e usura: maxi-operazione di carabinieri e fiamme gialle due in carcere, altri 22 ai domiciliari compreso un rappresentante di 58 anni
CASCINA. Un’organizzazione criminale dedita a truffe, estorsioni, usura e responsabile anche di bancarotta fraudolenta e riciclaggio è stata smantellata da carabinieri e guardia di finanza di Pistoia che hanno arrestato 24 persone, di cui due sono finiti in carcere e gli altri – tra i quali anche un sessantottenne cascinese – agli arresti domiciliari su disposizione del gip. Si tratta di Ignazio Ferrante, 52 anni, originario della provincia di Reggio Calabria, domiciliato a Pieve a Nievole, ex commercialista radiato dall’albo e condannato per associazione a delinquere di tipo mafioso e di Demetrio Caracciolo, 60 anni, originario di Reggio Calabria, residente a Massa e Cozzile, imprenditore. Un’altra persona coinvolta nell’indagine è stata sottoposta all’obbligo di dimora mentre altri due sono ricercati. Agli arresti domiciliari anche Marco Ignazio Pili, originario di Cagliari, residente a Cascina, rappresentante di commercio.
È questo l’atto finale di una inchiesta iniziata nell’aprile 2015, che strada facendo si è intersecata con un’altra indagine che riguardava, in parte, gli stessi personaggi. Un’inchiesta portata avanti in modo coordinato da carabinieri e guardia di finanza, che hanno lavorato insieme sotto la guida di due pm pistoiesi, Fabio Di Vizio (ora trasferito in un’altra sede) e Claudio Curreli.
Si tratta di due indagini distinte, “Amici Nostri” è “Pluribus”, confluite in un unico procedimento nell’ambito del quale sono state denunciate complessivamente 163 persone.
I carabinieri hanno avviato le indagini concentrando l’attenzione sull’operato di uno studio di commercialisti di Pistoia e sugli imprenditori a loro collegati mentre le fiamme gialle, dal gennaio dello scorso anno, hanno svolto accertamenti di polizia economico-finanziaria sul loro conto. Nel corso dell’operazione sono state sequestrate per la confisca otto aziende, con sedi a Pistoia, Buggiano e Montelupo Fiorentino, dei settori della ristorazione, movimento terra, edilizia, vendita di tabacchi. Sequestrati anche beni immobili e mobili, conti correnti e depositi bancari per un ammontare complessivo di circa 36 milioni di euro. I nomi delle aziende non sono stati forniti, perché, come ha spiegato Curreli, continuano a funzionare, in modo regolare, sotto il controllo di amministratori giudiziari che hanno sostituito gli amministratori effettivi e quelli fittizi, per cui un loro coinvolgimento esplicito creerebbe un danno economico rilevante.
Le indagini congiunte hanno consentito di individuare una struttura composta da imprenditori, operanti in vari settori economici, organizzata anche con l’ausilio di commercialisti, che agevolava alcuni clienti imprenditori a compiere una serie di reati (bancarotta fraudolenta, evasione fiscale, illecito impiego di capitali, trasferiti anche all’estero per circa 20 milioni) perpetrati per almeno dieci anni, arrecando un danno complessivo nei confronti dei creditori terzi e dell’Erario per oltre 50 milioni. Le imprese venivano “svuotate” delle proprie risorse aziendali attraverso il depauperamento dell’attivo, determinandone l’insolvenza e in alcuni casi il fallimento. Inoltre, secondo quanto è emerso dalle indagini, il denaro distratto illecitamente veniva reimpiegato/riciclato in nuove realtà imprenditoriali che di fatto subentravano alle imprese fallite o insolventi e ne proseguivano l’attività, anche attraverso prestanome.
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