Toscana
Sessant’anni fa la Rocca svettò di nuovo sul colle
Celebrato l’anniversario della ricostruzione di un simbolo che fu distrutto dal passaggio della guerra. Iniziativa del Rotary club con gli studenti delle medie
SAN MINIATO. Sono passati sessant’anni da quando sul colle di San Miniato svettò di nuovo la rocca voluta dall’imperatore Federico II, ricostruita dopo che sciagurati eventi bellici l’avevano distrutta. Quella torre, e non solo per i samminiatesi, costituiva un simbolo, una specie di riferimento spaziotemporale, al quale si ancorava l’identità di tutto il territorio circostante e quindi non se ne poteva fare a meno.
Si costituì subito per la sua ricostruzione un comitato e, nonostante che in quegli anni del dopoguerra, ci fossero anche altre emergenze, legate soprattutto alla ricostruzione delle abitazioni e alla ripresa del vivere civile, si volle ugualmente investire nella ricostruzione della torre, forse perché rappresentava la ricostituzione simbolica della compagine cittadina e territoriale. In poco più di tre anni si riuscì a far tutto dal progetto alla costruzione fino all’inaugurazione avvenuta il 15 maggio 1958.
Da quel giorno sono passati esattamente sessanta anni e il Rotary, con il supporto dell’amministrazione comunale ha voluto offrire alla cittadinanza un evento celebrativo di questa ricorrenza.
Il Rotary club di San Miniato nella cerimonia della mattinata si è rivolto ai ragazzi delle scuole medie ai quali queste vicende sono state raccontate anche da un testimone dei tragici fatti del ’44. È stata allestita anche una mostra fotografica che ripropone immagini della torre nell’800 e nella prima metà del ‘900, ma anche foto del colle di San Miniato senza la Rocca.
Oltre al presidente del Rotary Club di San Miniato Luigi Giglioli ci sono stati gli interventi del sindaco Vittorio Gabbanini, dell’assessore alla cultura Chiara Rossi, della presidente della Fondazione studi Tardo Medioevo professoressa Laura Baldini, e del presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, il quale ha dichiarato di aver voluto essere presente proprio per l’importanza dell’argomento.
Successivamente Paolo Tinghi, socio del club e curatore della mostra fotografica ha ripercorso con Giorgio Morelli, testimone dei fatti della guerra che avevano portato alla distruzione della torre, le vicende legate a questo monumento.
Al termine della cerimonia i rotariani con i ragazzi sono saliti sul prato della rocca per constatare da vicino quello che era stato loro raccontato.
Nella consueta conviviale del club, che invece ha avuto luogo la sera, con il contributo della professoressa Isabella Gagliardi, docente universitaria e studiosa di storia medioevale, gli stessi temi sono stati riproposti a tutti i soci.
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