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Il cuoio torna a crescere a macchia di leopardo

Il cuoio torna a crescere a macchia di leopardo

L’incremento è del 2,7% a livello provinciale, ma ci sono differenze tra le aziende. Il presidente del Consorzio Conciatori: i numeri fanno sperare in una velata ripresa

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PONTE A EGOLA. Il 2017 è stato positivo e lascia sperare in una velata ripresa, seppure differenziata tra segmenti di destinazione. L’ha detto l’imprenditore Michele Matteoli, presidente del Consorzio Conciatori di Ponte a Egola, durante l’assemblea dei soci.

I numeri. «Dai dati elaborati dalla Camera di Commercio di Pisa – ha spiegato Matteoli – si rileva a livello provinciale che il settore cuoio, pur a tassi non elevati torna a crescere +2,7% dopo la battuta d’arresto del 2016 (-1, 4) spiegando 0, 68 punti di crescita sui 3,24 della crescita complessiva dell’export pisano. Se andiamo a valutare i tradizionali indicatori generali quali il quantitativo di acqua depurata e quello di carniccio prodotto, abbiamo la conferma che complessivamente il nostro sistema nel 2017 ha tenuto, i dati riportano percentuali di incremento rispetto allo scorso anno, anche se ormai come di consuetudine, sono da evidenziare situazioni di differenze rilevanti fra un’azienda e l’altra». Da non dimenticare, inoltre, che «il segmento del fashion system, rappresentativo del distretto rispetto ad altre destinazioni produttive, ha ulteriori criticità per la rapida obsolescenza delle collezioni e per la forte e spiccata attenzione stilistica».

La depurazione. Matteoli ha tenuto a sottolineare la continua collaborazione e l’integrazione tra i cda di Cuoiodepur e del Consorzio Conciatori: «Anche in questo esercizio è stato possibile effettuare il servizio di depurazione confermando la tendenza alla riduzione dei costi gestionali, portando la tariffa di depurazione a scendere ampiamente sotto sei euro per ogni metro cubo di acqua denunciata dalle nostre aziende, oltre ad una diminuzione dei costi netti del 13,40%». Un aspetto positivo «è rappresentato dall’andamento degli scarichi che nei primi quattro mesi fa registrare un incremento vicino al 5%, con la speranza che venga confermato durante l’anno in corso».

L’Apea. Nella relazione del presidente viene altresì dato conto dell’attività svolta per la gestione dell’Area produttiva ecologicamente attrezzata, denominata “Apea Ponte a Egola”, soffermandosi in particolare sulle consuete attività di gestione: «I risultati ottenuti sono tangibili e sotto gli occhi di tutti noi, la manutenzione del verde e quella ordinaria ci ripagano ampiamente dei costi di gestione sostenuti. Ma l’obiettivo è coinvolgere di più le aziende dell’area con la finalità di valutare progetti più ambiziosi tesi al miglioramento delle prestazioni ambientali e dell’efficienza delle singole imprese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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