Gioco
Giorgio Barsotti vince il premio intitolato a Paoletti
BIENTINA. Quarta edizione ieri in Torre civica (piazzetta dell’Angiolo) del concorso nazionale “Elisabetta Paoletti”, dedicato alla memoria della dottoressa che è stata vice segretario comunale e...
BIENTINA. Quarta edizione ieri in Torre civica (piazzetta dell’Angiolo) del concorso nazionale “Elisabetta Paoletti”, dedicato alla memoria della dottoressa che è stata vice segretario comunale e responsabile del servizio Affari generali e legali del Comune ed è scomparsa prematuramente il 24 aprile 2009. Ad aggiudicarsi il premio, tra i cinque partecipanti all’edizione 2018, è stato il dottor Giorgio Barsotti dell'Università Luiss “Guido Carli” di Roma con la tesi su "Il bilancio consolidato delle Regioni e degli Enti Locali. Gruppo Amministrazione Pubblica". Il suo lavoro è stato giudicato meritevole dalla commissione composta dal professor Ilario Belloni (professore associato di filosofia del diritto del dipartimento di Giurisprudenza di Pisa), dal dottor Riccardo Masoni (segretario comunale) e dalla dottoressa Veronica Stelitano (Responsabile p.o. area affari generali e legali) perché “la materia oggetto di trattazione, seppure di una certa complessità, è affrontata in modo sistematico approfondito e ben strutturato. Il dato di ricerca e di scientificità del documento risulta buono, come i richiami bibliografici e giurisprudenziali”.
Il premio erogato dall’amministrazione comunale consiste in una somma di 4.000 euro.
«Un premio unico nel suo genere, una cerimonia importante e un'occasione di dialogo fra l'ateneo da cui provengo - l'Università di Pisa - e un ente locale come il Comune di Bientina – ha sottolineato il professor Belloni – Rappresenta due comunità che possono interagire fra loro. In questo modo il mondo universitario esce dalle mura dei dipartimenti e diventa cittadinanza attiva. Questo premio è un'occasione anche per il Comune di “sburocratizzarsi” e farsi luogo di cultura».
«Un connubio fra istituzioni, in cui si inserisce anche il diritto – dice il sindaco Dario Carmassi – È grazie al diritto se oggi l'Europa vive il suo più lungo periodo di pace. Oggi, intorno al tavolo dell'antico consiglio comunale, ci riuniamo per ricordare la figura di Elisabetta. Il suo nome va al di là della sua esistenza sulla terra e rappresenta ciò che dovrebbe essere il lavoro all'interno dell'istituzione locale. Elisabetta era una persona disponibile al dialogo ma allo stesso tempo una professionista, che ha dedicato gran parte del proprio tempo alla macchina pubblica».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
