La protesta
L’assessore Nardinelli ai 5 Stelle: «Fate schifo»
Prima si è scusato per il curriculum dove compariva la laurea (non conseguita), poi l’affondo
CASTELFRANCO. «Questo è il vostro modo di fare politica. E fate schifo». Sono seguiti alcuni secondi di silenzio assoluto, tra le mura dell’aula consiliare di Castelfranco, alle parole con cui l’assessore Giulio Nardinelli (Pd) ha chiuso il proprio intervento rivolgendosi ai consiglieri Cinque Stelle. Sui banchi del consiglio di venerdì, infatti, arrivava un’interpellanza (presentata dagli stessi Cinque Stelle) che chiedeva conto del curriculum farlocco pubblicato per alcune settimane sul sito del Comune. Curriculum in cui Nardinelli si attribuiva una laurea in realtà non ancora conseguita. Nella propria risposta, dai toni pacati, l’assessore si è scusato e giustificato per quello che ha definito un errore, contestando però il tono e le espressione del comunicato con cui i Cinque Stelle avevano commentato la vicenda, accusando Nardinelli di “arroganza e saccenteria” e definendolo “assessore sapientino”.
«Quelle parole – ha risposto la capogruppo Cristina De Monte – riflettono il rapporto avuto in questi anni con l’assessore, il quale non è mai stato gentile nei nostri confronti. Abbiamo deciso di prendere posizione per non dare l’impressione di voler lasciare correre rispetto ad una questione sentita da molti».
Nella controreplica di Nardinelli, quindi, è arrivato l’affondo che ha chiuso il dibattito.
«Quelle parole sono state molto dure – ammette l’assessore – ma ci sono situazioni che ti portano a certe uscite, perché nella politica esiste un limite alla decenza».
Un limite che secondo Nardinelli i Cinque Stelle avrebbero da tempo superato.
«La mia espressione non era rivolta alle persone – precisa – ma al loro modo di fare politica. Perché in questi quattro anni abbiamo sopportato di tutto. I Cinque Stelle non si sono mai limitati alla critica politica, ma hanno sempre cercato di colpire la persona, di delegittimarla e di deriderla, usando i fotomontaggi, dipingendoci come disonesti e tirando in ballo pure gli affetti e le storie personali. Una volta in consiglio, invece, devo sentire la capogruppo De Monte che si difende affermando che non hanno detto niente di che. Allora mi sento preso in giro. Per me sono state settimane difficili: sono stato in silenzio ad aspettare di potermi scusare in consiglio comunale, ma non posso accettare tutto. Bisogna avere la dignità di fermarsi». (g.p.)
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