Orti urbani, a Santa Croce c’è un’esperienza pilota
Ai coltivatori sono stati consegnati una vanga e un tubo per innaffiare La gara del Comune per l’affidamento è stata vinta da un gruppo di associazioni
SANTA CROCE. Vanghe e zappe all’opera in via di Ripa, a due passi dalla Pubblica Assistenza, dove ieri mattina sono stati inaugurati i nuovi orti urbani alla presenza delle autorità e dei futuri contadini, titolari dei 31 appezzamenti di terreno in cui cultivare. Un progetto inserito nel bando regionale “Centomila Orti in Toscana” e finanziato a Santa Croce sull’Arno per oltre 80mila euro, di cui 50mila della Regione Toscana e 30mila del Comune. Uno spazio completamente allestito e organizzato, che garantisce ad ognuno degli aderenti al progetto un riquadro da ben 40 metri quadrati di terreno, una piccola rimessa per gli attrezzi, un'accesso all'acqua ed uno spazio più ampio, comune, per le varie attività che potranno essere organizzate nel luogo.
«Questa che inauguriamo oggi è l'opera pubblica che mi ha dato più soddisfazioni – ha detto la sindaca Giulia Deidda, presente all'inaugurazione insieme alla vice Elisa Bertelli, all'assessore Carla Zucchi e al consigliere regionale Antonio Mazzeo – Un intervento importante per la nostra comunità, un luogo che potrà diventare importante centro di socializzazione e formazione. Questo luogo è strategico perché vicino al Centro giovani e al PalaParenti. Questo parco doveva essere rinaturalizzato e fare da filtro tra la zona residenziale e quella industriale. Spero che un altro progetto possa arrivare ovvero lo sgambamento dei cani».
Ad ognuno dei titolari di un orto sono stati consegnati una vanga ed un tubo per l'irrigazione, resa possibile da un pozzo. A occuparsi della gestione complessiva dello spazio saranno la vicina Pubblica Assistenza, l'Auser, l'Associazione Arturo, il Centro Giovani Rock City, i Fratres e la Misericordia. «Un appezzamento, il 32esimo, è stato assegnato al Comune – precisa la vicesindaca Bertelli – Questo ci potrà garantire la possibilità di usare questo spazio per progetti di educazione rivolti alle scuole. Abbiano inoltre lasciato qualcosa da definire proprio per lasciare agli ortisti la possibilità di personalizzare lo spazio».
«Un progetto non banale, che ha visto la Regione impegnata in un grande stanziamento a fronte della scarsità di risorse – ha dichiarato il consigliere regionale Antonio Mazzeo – Luoghi che rappresentano un'importante occasione di socialità, ma anche un fondamentale luogo di recupero della memoria collettiva, quella dei tanti nonni che portavano molti di noi, da bambini, nel proprio orto spiegandoci il valore di un'agricoltura quotidiana, stagionale».
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