Sicurezza
Asso Werke, sciopero e operai in strada
Manifestazione per dire basta agli infortuni mortali sul lavoro «È una strage inaccettabile, da gennaio 160 casi in Italia»
FORNACETTE. Operai in strada per dire basta a questa «strage inaccettabile». Sono quelli dell’Asso Werke di Fornacette che hanno scioperato ieri mattina, facendo anche un corteo per le vie del paese calcinaiolo, invadendo pacificamente la Tosco Romagnola e le strade limitrofe. Una manifestazione che ha causato qualche problema alla circolazione stradale, ma anche rappresenta una vera e propria emergenza nel mondo del lavoro. «Da inizio anno sono oltre 160 gli infortuni mortali registrati in Italia, molti di questi in Toscana», dicono gli operai.
«Questa è la prima emergenza che il parlamento deve affrontare – si legge in un manifesto diffuso dai lavoratori – Il diritto a un lavoro salubre e sicuro nel pieno rispetto della Carta Costituzionale. Per queste ragioni Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di dedicare le manifestazioni del Primo maggio al tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro».
La manifestazione di ieri è inserita in una presa di posizione del mondo sindacale e occupazionale in tutto il territorio italiano, che alla Asso Werke è stata caratterizzata da un’ora di sciopero a fine turno in quello della mattina e in quello centrale, due ore a fine turno con uscita alle 19,30 per il turno serale e le stesse due ore di astensione dal lavoro, con uscita alle 3,30 per il turno della notte.
«La tutela delle condizioni di lavoro, il rispetto dell’ambiente, uno sviluppo industriale ecosostenibile sono da sempre obiettivi prioritari – spiega ancora il comunicato della Rsu e della Rls di Asso Werke – In questo senso, i rinnovi dei contratti nazionali del settore metallurgico hanno realizzato significativi avanzamenti normativi, anche rispetto a una legislazione che in questi anni è stata oggetto di attacchi da parte delle lobby imprenditoriali». La richiesta dei sindacati, in questo contesto è forte: «Gli avanzamenti raggiunti, devono trovare piena applicazione a partire dalla tutela, dal rispetto e dalla piena operatività dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) in tutti i luoghi di lavoro».
La protesta di ieri punta a «preparare e a sostenere le iniziative confederali unitarie del Primo maggio», fermare «la strage impunita degli infortuni mortali», far «crescere nel Paese la cultura della prevenzione», per «denunciare il mancato riconoscimento delle malattie professionali e per «praticare quanto previsto dal contratto nazionale in ogni luogo».
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