Attenzione
Morte al laghetto, sentiti testimoni
PONTEDERA. E’ stato rinviato al 10 maggio, quando dovrebbe esserci la sentenza, il processo per fare luce sulle responsabilità nella tragedia avvenuta al laghetto Nemo, circa 5 anni fa. A giudizio...
PONTEDERA. E’ stato rinviato al 10 maggio, quando dovrebbe esserci la sentenza, il processo per fare luce sulle responsabilità nella tragedia avvenuta al laghetto Nemo, circa 5 anni fa. A giudizio con l’accusa di omicidio colposo ci sono rappresentante legale del circolo sportivo Nemo, Massimo Fiore, di San Miniato, e l’imprenditore Daniele Bini, di Pontedera, legale rappresentante dell’associazione temporanea di impresa che gestisce il complesso dei laghi Braccini. Dopo la morte di Giorgio Donati, di Palaia, 50 anni, ucciso dalle scariche della corrente elettrica, mentre pescava sulle sponde del laghetto, nessun cartello era stato trovato sulle sponde del lago a segnalare il pericolo. E le sponde vicino ai tralicci della corrente erano di facile e libero accesso per chi frequentava il laghetto artificiale. Al processo, ieri mattina, sono stati sentiti gli ultimi due testimoni e l’imputato Fiore che ha detto di non essere mai stato a conoscenza del pericolo dei tralicci in quanto non pensava che ci passasse la corrente. Proprio quella che aveva ucciso Donati.
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