Proteste
Libro e serata-evento per Sandro Mazzinghi
Il Comune celebra al Teatro Era i 50 anni dal titolo mondiale
PONTEDERA . 1968. In Italia, e tutta Europa, imperversavano le lotte operaie e studentesche del “Sessantotto”. Pontedera, casa madre della Piaggio, era uno degli epicentri di quelle contestazioni dall’afflato rivoluzionario. Tra i murales che tappezzavano la città, tra suggestioni proletarie e slogan antisistema, campeggiava un gigantesco “Grazie Sandro”. Quel Sandro è Alessandro Mazzinghi, che a Pontedera ha lo stesso significato di Francesco Totti a Roma, o di Michael Jordan, ovunque, negli Stati Uniti.
E proprio nell’anno più caldo del secondo dopoguerra, Sandro conquistò il suo secondo titolo mondiale dei Pesi Superwelter. Proprio lui, il pugile di Bella di Mai, che per la città ha rappresentato (e rappresenta) qualcosa in più d’uno sportivo: era riscatto, orgoglio, dignità.
«È un anno importante per mio padre - confida il figlio David, intervenuto in conferenza stampa - ricco di celebrazioni e di bellissimi ricordi». E proprio così, a 50 anni da quella giornata (26 maggio), Pontedera torna a celebrarlo. Al Teatro Era (ore 21,15), il prossimo 27 maggio - un giorno dopo la ricorrenza di quella storica data - verrà proiettato il film “Mazzinghi vs Ki Soo Kim”. La serata sarà condita da momenti di rievocazione, testimonianze e tante letture. Per ricordare un momento della storia dello sport, quello con la esse maiuscola. «Insieme alla famiglia abbiamo voluto organizzare questa festa - spiega Michele Quirici di Tagete Edizioni - durante la quale sarà presentato l’ultimo libro dedicato a Sandro». Intitolato “Mazzinghi. Un eroe del ‘900”, il volume è il frutto del lavoro di Riccardo Minuti, che in più di cinquecento pagine ripercorre la vita, fuori e dentro il ring, di Sandro Mazzinghi. Un libro che si aggiunge al filone di testi sull’epopea mazzinghiana, ma con una marcia in più. «Nel libro - conferma Minuti - ci sono oltre mille fotografie, molte delle quali del tutto inedite». Sandro Mazzinghi e Pontedera sono ancora strettamente legati. «È anche grazie a lui - continua - che la città è conosciuta nel mondo». Quel mondo sul cui tetto Sandro si era seduto proprio cinquant’anni fa. In un San Siro praticamente sold-out (più di 60mila gli spettatori), Mazzinghi sfidò il sudcoreano Ki Soo Kim, campione in carica che aveva strappato la cintura due anni prima a un certo Nino Benvenuti, rivale storico del pugile pontederese.
Il pugilato riusciva dove il calcio aveva fallito, con la sconfitta contro i coreani (in quel caso, del Nord) al Mondiale del ’66. «Fu un match tra i più cruenti della storia della boxe - racconta Minuti - ma alla fine ebbe lui la meglio». Quindici riprese, botte da orbi e un solo vincitore: il pugile di Bella di Mai. Che a casa sua fu accolto da una folla in delirio. «Nonostante le proteste di quei giorni - continua - Sandro catturò l’attenzione di tutti, bloccando la città». E quella città che fino a poco prima era nel pieno della contestazione, si fermò per il suo campione. “Grazie Sandro”. «È la dimostrazione - afferma il sindaco, Simone Millozzi - del rapporto profondo tra Sandro Mazzinghi e Pontedera». Un portabandiera della città, che insieme alla Piaggio è riuscito a far conoscere Pontedera al di là dei confini nazionali. Ma non solo. «Dopo l’alluvione del ’66 e durante le contestazioni operaie - conclude Millozzi - Sandro è stato un appiglio, il riscatto di una città intera».
Pietro Mattonai
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