Italia
Caso Romei, rito abbreviato: affetto da ludopatia
CASCINA. Il Comune si è costituito parte civile al processo per fare luce sulle responsabilità di Alberto Romei, ideatore di un bel “giochino” con cui ha fatto uscire dalle casse comunali di Cascina...
CASCINA. Il Comune si è costituito parte civile al processo per fare luce sulle responsabilità di Alberto Romei, ideatore di un bel “giochino” con cui ha fatto uscire dalle casse comunali di Cascina almeno mezzo milione di euro, destinati alle scuole dell’infanzia. Romei, 52 anni, residente a Pisa, ha scelto di farsi giudicare con il rito abbreviato condizionato all’esame di una perizia psichiatrica, volta a dimostrare che l’imputato ha un problema di ludopatia. Il dipendente comunale infatti sostiene di avere speso tutto nel gioco d’azzardo. Il consulente di parte ha concluso nella sua relazione che effettivamente questa patologia emerge e che ha condizionato il modo di agire di Romei. Riconosce quindi un vizio parziale di mente, che gli consentirà di accedere ad una ulteriore riduzione della pena.
Di fatto nessuno sa - la guardia di finanza a cui erano state delegate le indagini non ha trovato indizi su cui svolgere approfondimenti - dove siano finiti i soldi sottratti dalle casse comunali e che potrebbero anche essere stati spesi in altro modo. Ieri mattina, in tribunale a Pisa, l’udienza prevista davanti al Gup è stata aggiornata al 19 luglio per la discussione.
Intanto va avanti anche il processo contro le altre due educatrici coinvolte con Romei nell’inchiesta, le quali hanno optato per il rito ordinario e anche in questo procedimento il Comune si è costituito parte civile con l’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio.
Romei, difeso dall’avvocato Andrea Callaioli, è accusato di peculato e truffa nei confronti del Comune di Cascina. Al momento resta agli arresti domiciliari e sospeso dal servizio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
