Sicurezza
Da lettore seriale ad autore di noir
Luca Ghimenti spiega perché partecipa a “Parole guardate”
PECCIOLI. «Salve. Vi voglio raccontare una storia. Quella di Franca e Valerio. La conosco bene perché l’ho vissuta in prima persona o meglio, diciamo che sono stato l’artefice di tutto. Ma, se non vi dispiace, vorrei partire dall’inizio. Siamo a Pisa alla fine degli anni novanta, l’umanità si appresta ad entrare nel ventunesimo secolo e negli animi delle persone serpeggia un senso di inquietudine, dovuto al salto nel nuovo millennio. Franca è una ragazza di venticinque anni, mora, con i capelli che arrivano fino metà schiena, non è una bellezza che induce a voltarsi per guardarla, ma il suo volto proporzionato illuminato dagli occhioni verdi la rende interessante. Divide la sua vita tra casa, che si trova nella zona di Barbaricina, il lavoro che svolge come commessa in un negozio di abbigliamento di Corso Italia e le amiche, con le quali va a cena o a ballare nei fine settimana».
È l’incipit del racconto giallo che Luca Ghimenti presenta al concorso “Parole guardate”, organizzato dalla Fondazione Peccioliper in collaborazione con “Il Tirreno”.
Ghimenti abita a Pisa in via Ugone Visconti 9 ed è nato a Fucecchio il 5 giugno del 1966. «I miei studi – racconta – si sono interrotti dopo il biennio dell’Itis frequentato ad Empoli, pensavo che lo studio fosse una perdita di tempo, potessi tornare indietro studierei fino alla noia. Sono sposato ed ho un ragazzo di quindici anni che per la scelta scolastica ha emulato babbo, ma la sua carriera negli studi è sicuramente migliore della mia. Da quasi venti anni vendo prodotti per la grande distribuzione nel settore del bricolage. Ho deciso di partecipare al concorso per mettere alla prova le mie capacità di scrittura, visto che ho la pretesa di scrivere romanzi noir o gialli. Adesso sto seguendo un corso per avvicinarmi al mondo della scrittura. Ho iniziato a scrivere quasi per scherzo, volevo vedere se riuscivo a mettere insieme una storia, se ero in grado di creare personaggi e le loro personalità. Sono stato e mi ritengo ancora un lettore seriale, il fatto di leggere molto credo mi abbia aiutato a sviluppare la voglia di scrivere».
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