Proteste
ARLECCHINO CHE SFIDA IL TEMPO
Si è conclusa in modo trionfale la ricca stagione della Città del Teatro di Cascina, approntata per il secondo anno dal direttore artistico Andrea Buscemi. In scena è andato nientemeno che il Piccolo...
Si è conclusa in modo trionfale la ricca stagione della Città del Teatro di Cascina, approntata per il secondo anno dal direttore artistico Andrea Buscemi. In scena è andato nientemeno che il Piccolo di Milano-Teatro d’Europa con la rappresentazione di “Arlecchino servitore di due padroni” di Carlo Goldoni per la regia di Giorgio Strehler. È un autentico capolavoro questa celeberrima opera di Strehler, giunta al settantesimo anno di repliche.
Scomparso Strehler, lo spettacolo (in tre atti) non è cambiato di una virgola, e oggi gode della firma di Ferruccio Soleri (che è stato Arlecchino per ben 60 anni, in sostituzione del mitico Moretti) con la collaborazione di Stefano de Luca per la mise en espace. Soleri, quasi novantenne, ha trovato il suo degno epigono in Enrico Bonavera, che a Cascina è stato un Arlecchino travolgente, affiancato da trenta attori e musicisti uno più bravo dell’altro. Il leggendario impianto scenico porta ancora la nobile firma di Ezio Frigerio, gli stupendi costumi sono di Franca Squarciapino, le luci di Gerardo Modica, le suggestive musiche di Fiorenzo Carpi, le maschere perfettamente ispirate alla nostra grande Commedia dell’Arte di Amleto e Donato Sartori.
Assistendo allo spettacolo ci si immerge nella “magia del teatro”, alla quale tutto concorre in modo perfetto: dalle scenografie ai costumi, dai lazzi ai canti, dai balli alle acrobazie, portate dentro e fuori un piccolo palchetto al centro del palcoscenico, rischiarato da una ribaltina fatta di candele, dove gli attori simulano un ulteriore gioco di teatro nel teatro con tanto di suggeritore, prove e correzioni a vista.
La meraviglia degli spettatori è totale: rapiti dall’eccezionale bravura di tutti gli artisti alternano scoppi di risa, coinvolgimento emotivo e il reale stupore di assistere a un evento senza tempo. Un cast stupefacente, che ha interagito con il pubblico generando momenti di incontenibile ilarità. Spettacoli del genere fanno onore all’Italia, e non c’è da meravigliarsi se l’Arlecchino del Piccolo resti un’opera inossidabile e richiesta da tutto il mondo.
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