Il Tirreno

Pontedera

Manghetti confermato presidente della Crv

di Andreas Quirici
Manghetti confermato presidente della Crv

Ricopre il ruolo da 15 anni, ma questo mandato sarà all’insegna delle novità: la robotica in banca e una possibile alleanza. Saranno ceduti Npl per 150 milioni

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VOLTERRA. Giovanni Manghetti è stato confermato alla presidenza della Cassa di Risparmio di Volterra Spa. Oltre che dal professore, il cda è composto da Giorgio Ghionzoli (vicepresidente), Sergio Volterrani, Rosario Floriddia, Massimo Arisi, Elisabetta Lunardi e Alessandro Caprai. Il collegio sindacale è formato da Carlo Rossi (presidente), Andrea Fidanzi e Pasquale Giovinazzo (sindaci effettivi), Orlando Gennai e Claudio Volterrani (sindaci supplenti).

Manghetti, classe 1939, docente e già direttore dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, resterà alla presidenza dell’istituto per i prossimi tre anni, dopo quindici già trascorsi con lo stesso ruolo. In questi casi si parla di nomina all’insegna della continuità. Anche se il mandato appena iniziato sarà quello dei grandi cambiamenti. A cominciare dalla robotica che entra in banca, «liberando risorse», come dice il presidente. Che, però, non saranno tutte ricollocate, vista la trattativa in corso con i sindacati per venti dipendenti in esubero, anzi in «esodo volontario e incentivato».

La robotica sarà una delle grandi novità nel futuro alla Cassa di Risparmio di Volterra. Oppure è meglio dire del presente, considerato che alla fine di maggio entrerà in funzione un’applicazione informatica che svolgerà pratiche amministrative e di controllo. Tre lavoratori saranno immediatamente in eccesso a causa del nuovo sistema, ma a questi se ne aggiungeranno altri sei entro la fine dell’anno. Del resto, il mantra è “riduzione dei costi” e in quest’ottica s’inserisce anche la già nota chiusura di filiali a Poggibonsi e Santa Croce sull’Arno. «Non è detto che il percorso di riduzione degli sportelli si fermi qui – dice Manghetti – Così come potremmo rivedere al rialzo il numero delle persone da accompagnare alla pensione».

«La banca del territorio deve rivoluzionare subito il suo modo di fare banca – spiega il presidente – Rendere coerente la sua presenza sul territorio con la propria dimensione e porsi limiti più alti nell’abbattimento dei costi».

«La banca del territorio – prosegue Manghetti – non può vivere da sola. Le serve il valore aggiunto di banche più strutturate per migliorare la commercializzazione dei prodotti e allargare il patrimonio».

Quindi, un partner in vista? Su questo punto Maghetti temporeggia. Anzi, butta la palla in fallo laterale: «Per fare i matrimoni bisogna essere in due, ma in questo caso non facciamo nomi. Più avanti saremo più precisi su questo aspetto».

E allora via con un tecnicismo non dà poco, perché l’istituto volterrano si appresta a vendere circa 150 milioni di cosiddetti Npl, meglio conosciuti come “crediti deteriorati”, il vero fardello del mondo bancario dei tempi recenti. Manghetti spiega che i 150 milioni rappresentano «una buona fetta del totale».

Poi aggiunge: «La trasparenza sarà fondamentale. La chiede la Vigilanza, ma è un dovere che abbiamo verso i clienti. Abbiamo tanti cantieri aperti e aggiorneremo di volta in volta sullo stato di avanzamento dei lavori, come se avessimo addosso un Gps che consente a tutti di vedere in tempo reale quale strada stiamo prendendo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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