Gioco
Furto di pellame simulato per frodare le assicurazioni
Chiesto il processo per due imprenditori titolari di aziende conciarie In due raid era stata denunciata la sparizione di materiale per 400mila euro
SANTA CROCE SULL’ARNO. Frode assicurativa e simulazione di reato in concorso.
Sono le accuse mosse dalla Procura a due imprenditori del settore conciario con la richiesta di rinvio a giudizio che sarà esaminata a ottobre dal gup Pietro Murano.
Si tratta di Giuseppe Luciano, 47 anni, originario di Fucecchio e residente a Castelfranco di Sotto, titolare della Valpel di Santa Croce sull’Arno della L. V. Tannery Srl, di cui è socio al 50%, e di Gianfranco Di Giuseppe, 62 anni, di Pontedera, titolare della Romapelli di Castelfranco di Sotto che acquistò, secondo la Procura, le pelli.
Al centro del procedimento i presunti furto nelle due aziende denunciato tra fine dicembre 2015 e nel gennaio 2016.
Un totale di 400mila di bottino con relativa sparizione di pellame. Almeno così veniva riferito da Luciano ai carabinieri con successiva richiesta di rimborso alle assicurazioni. Che ieri, attraverso gli avvocati Stefania Iasonna per Zurich e Roberto D’Ippolito per Allianz, si sono costituite parte civile.
Nel corso delle indagini i carabinieri di Santa Croce sull’Arno intuirono che quel furto aveva parecchie lacune per dinamica e conseguenze. L’impianto d’allarme danneggiato, ma in modo dubbio e altri elementi nella dinamica del raid che non tornavano come una serie di tracce ritenute palesemente simulate. Di qui la denuncia e ora la richiesta di rinvio a giudizio.
Per l’accusa quelle 11mila pelli non furono rubate, ma consegnate al Di Giuseppe attraverso una ditta di trasporti per farle sparire. (p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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