Il cantiere abbandonato deve essere demolito
Ma l’ordinanza del sindaco di Casciana Terme Lari è stata impugnata al Tar. Nonostante sia passato un anno, non è stata ancora fissata la prima udienza
LAVAIANO. Il sindaco Mirko Terreni, circa due anni fa, ha adottato un’ordinanza che per certi versi potrebbe essere definita coraggiosa. Il primo cittadino di Casciana Terme Lari, infatti, ha chiesto la demolizione del complesso che il Consorzio Etruria, già in piena crisi, aveva iniziato a costruire e poi aveva lasciato a metà all’ingresso del paese di Lavaiano, tra Lari e Gello di Pontedera. Un enorme scheletro in muratura, 32 alloggi, che se finiti avrebbero dovuto essere messi sul mercato come edilizia agevolata. Ma che di fatto sono rimasti solo sulla carta e una delle tante promesse che il Consorzio, ormai in fase di liquidazione, aveva fatto ai sindaci di buona parte della provincia di Pisa. Operazioni immobiliari che non sono andate a buon fine e in molti casi hanno lasciato ferite profonde sui territori che si trovano con aree degradate o cantieri abbandonati.
«L’ordinanza di demolizione – spiega il sindaco Terreni – nasce dal fatto che non è stata rispettata la convenzione della lottizzazione. Il cantiere rimasto all’ingresso del paese rappresenta un problema». Ma il Consorzio Etruria, non appena ha ricevuto l’ordinanza di demolizione, l’ha impugnata davanti al Tribunale amministrativo regionale. In più di un anno il Tar non ha fissato l’udienza. Il risultato è abbastanza evidente: lo scheletro abbandonato lungo la strada principale del paese non è certo una bella cartolina. «In questa fase stiamo cercando di trattare con chi rappresenta oggi il Consorzio – spiega Terreni – per cercare di rimettere in moto i lavori».
Ma non sarà un’operazione tanto facile, considerati i venti di crisi che ancora soffiano sull’edilizia. Rispetto ad altre realtà una differenza questo cantiere però ce l’ha. Anche se è stato abbandonato da lungo tempo, finora è rimasto immune da occupazioni abusive che invece si verificano a Pontedera o in centri che sono vicini a Cascina. «Siamo in un paese – concorda il sindaco – evidentemente il controllo sociale in una piccola comunità c’è ancora e funziona. Ma il cantiere abbandonato resta un problema a cui vorremmo che fosse data una soluzione. Si tratta di 32 abitazioni che potrebbero essere messe sul mercato a costi calmierati, per andare incontro alle esigenze delle famiglie. Non sono case popolari, ma stiamo parlando di edilizia agevolata».
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