Il Tirreno

Pontedera

il concorso “parole guardate”/1 

Giallisti, Dell’Agnello alla prova

Giallisti, Dell’Agnello alla prova

Cristiana si presenta con il racconto intitolato “I ragazzi del Paoli” 

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PECCIOLI. «Si sentì improvvisamente uno schiamazzo di ragazzi e subito dopo le urla delle bambine che correvano giù per via Lambercione a nascondersi dietro gli androni dei palazzi. I ragazzi del Paoli erano terribili, stavano quasi sempre nel loro rione, ma si divertivano a fare paura alle ragazze che giocavano sotto le logge della Chiesa».

È questo l’incipit del racconto “I ragazzi del Paoli” che Cristiana Dell’Agnello propone per il concorso “Parole guardate”, organizzato dalla Fondazione Pecciolioper in collaborazione con Il Tirreno. Un concorso riservato ad autori di gialli dei quali proponiamo una breve presentazione.

Cristiana Dell’Agnello è nata a Peccioli e abita alla Rosa di Terricciola, dove si è trasferita da ormai 28 anni. «Ho frequentato la scuola media a Peccioli quando non c’era ancora l’obbligo, era proprio agli inizi e le aule erano dislocate in alcune abitazioni messe a disposizione dai Fondi Rustici in via Carraia – racconta – Ho proseguito gli studi al liceo classico, ma dopo il ginnasio ho ripiegato per un diploma di ragioniera. È stato in quel momento una decisione difficile perché l’amore per gli studi classici era forte quanto il desiderio di indipendenza, di avere una famiglia mia e dei figli. Non che una cosa escludesse l’altra, ma i tempi per realizzarsi avevano scadenze diverse da oggi. Sono sposata da 46 anni con quel ragazzo che a 14 anni mi aspettava all’uscita della scuola. Ho tre figlie e due nipoti. Sono pensionata dopo 42 anni di lavoro. Ho lavorato fra numeri, bilanci, tempi di lavorazione, cedolini paga ed estratti conto prima come impiegata in una ditta del posto, poi come collaboratrice nell’azienda di mio marito ed infine in uno studio commerciale. L’ho fatto con passione anche se la mia predisposizione era verso le lettere».

«Quest’anno – conclude Dell’Agnello – ho aderito al progetto “Parole guardate”, una bella iniziativa con la quale mi sono messa alla prova con il risultato non indifferente di aver voglia di scrivere. Dopo un primo momento di panico, sento di poter partecipare a questo premio letterario senza pretese ma con immenso piacere. Un ringraziamento agli organizzatori».



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