Il Tirreno

Pontedera

QUELL’AMORE IRRAZIONALE CHE È IN NOI

di ANTONIO CHELLI
QUELL’AMORE IRRAZIONALE CHE È IN NOI

È possibile fare una jam session tra un filosofo, un attore ed un trio musicale? Per quanto possa sembrare bizzarro, sì, è possibile, ma a condizione che il filosofo si chiami Umberto Galimberti, l’at...

2 MINUTI DI LETTURA





È possibile fare una jam session tra un filosofo, un attore ed un trio musicale? Per quanto possa sembrare bizzarro, sì, è possibile, ma a condizione che il filosofo si chiami Umberto Galimberti, l’attore Giancarlo Giannini ed il trio sia quello di Marco Zurzolo. Dopo pochi minuti si comprende il perché del titolo della serata: dalla lettura di tre poesie di Saffo fatta da Giannini, Galimberti prende lo spunto per introdurci nel mondo della filosofia greca antica e, usando le parole di Socrate nel Simposio di Platone, inizia ad analizzare la tematica dell’amore non come elemento romantico da melodramma, ma come espressione della parte “folle” che alberga in ognuno.

La ragione serve per darci le regole del vivere insieme, ma la follia ci avvicina al divino, questo è il compito dell’amore. Non dice, forse, la persona innamorata all’altra: “Sono pazzo d’amore per te?”. Galimberti ha il pregio di usare grande leggerezza nell’esposizione di questa tesi anche quando cita Dioniso, Eraclito, Platone, che diventano spunti di riflessione per una analisi dell’io innamorato e della visione di se stessi divisa tra la ragione e la follia. Tema caro agli indagatori della psiche che Galimberti utilizza magistralmente per accompagnarci nella scoperta di un amore che diventa scoperta della parte nascosta di ognuno di noi.

Giancarlo Giannini legge nel Simposio ciò che Diotima dice a Socrate in tema d’amore, cioè che è l’intermediario tra l’umano e il divino e ricorda il mito degli androgini, citato da Aristofane. La ricerca della perduta unità androgina ci spinge alla ricerca dell’altro per la riconquista della felicità, per questo l’amore non guarda al corpo ma allo spirito, perché cerca un ricordo. Gli stacchi musicali, con uno Zurzolo in stato di grazia, ci aiutano a digerire con calma quanto ascoltato. Ed il finale, con Giannini che legge la poesia di Neruda, Corpo di donna, A Silvia, di Leopardi e l’orazione di Antonio sulla tomba di Cesare, ci riportano al tema principale sull’amore: l’amore è mancanza, è ricerca di qualcosa che si è perduto o che si desidera, è irrazionalità.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa