Il Tirreno

Pontedera

Cercasi una “casa” per l’Urbanina prima auto elettrica

Cercasi una “casa” per l’Urbanina prima auto elettrica

La proposta della sindaca: «Portiamola in municipio» A Poggio Adorno mostra dedicata alla vettura degli anni 60

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SANTA CROCE. Il prossimo passo sarà quello di trovare una “casa” all’Urbanina. Un luogo dove rendere visibile per sempre il segno di una genialità d’altri tempi. Forse proprio tra le mura del palazzo comunale come vorrebbe la sindaca Giulia Deidda: «Ho messo a disposizione il municipio. Potremmo studiare uno spazio dove mettere in mostra l’Urbanina, per dimostrare che il comprensorio non è solo pelle e cuoio».

Una volontà chiara quella del primo cittadino, annunciata a margine del taglio del nastro di ieri, negli spazi della villa di Poggio Adorno, dove è stata inaugurata la mostra dedicata alla storica auto elettrica ideata e creata proprio qui, negli anni ’60, dal marchese Pier Girolamo Bargagli Bandi Bandini e da Narciso Cristiani, collaboratore di Corradino D’Ascanio (inventore della Vespa) nonché padre di don Andrea Cristiani. I prototipi furono costruiti a Pontedera nell’officina Bagnoli vicino all’ospedale.

«Rivedendo le immagini di allora, ho pensato che mio padre e il marchese devono essere divertiti un bel po’ a creare e inventare questa macchina» ha detto don Cristiani, presidente della neonata associazione “L’auto elettrica tra passato e futuro”, decisa a conservare la memoria di un’idea mai così attuale. Ieri la prima iniziativa, con un convegno negli spazi interni della villa, messa a disposizione da Roberto Giannoni e dagli altri proprietari del complesso. Un luogo dove la figlia del marchese Bargagli, Letizia, ha fatto ritorno ieri per la prima volta dal 1972: «È incredibile l’emozione che ho provato ritrovando questo luogo come lo avevo lasciato. Devo fare i complimenti ai nuovi proprietari per non averlo snaturato».

Da qui il ricordo del padre e della sua passione per quell’idea così stravagante all’epoca: «Cristiani e mio padre si sono divertiti come pazzi: ricordo che a mezzanotte mia madre lo mandava a chiamare, perché lui era sempre lì in garage a lavorare sull’Urbanina».

Due i modelli in mostra, acquistati dalla stessa associazione. «Attraverso l’Urbanina – ha annunciato il vicepresidente Alessandro Valiani – vogliamo organizzare altri eventi culturali sul tema della mobilità sostenibile in ambito urbano».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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