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Cassa di Volterra ritrova l’utile: oltre tre milioni

Luca Daddi
Il direttore generale Stefano Picciolini e la sede della Cassa di Risparmio di Volterra
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Il direttore generale Stefano Picciolini e la sede della Cassa di Risparmio di Volterra

Dopo due anni di rosso, risultati positivi nel 2017 per la banca diretta da Stefano Picciolini. L’istituto ha avuto un aumento significativo degli indici di solidità patrimoniale

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VOLTERRA. Dopo due anni di rosso, la Cassa di Risparmio di Volterra Spa (Crv) ritrova l’utile con il bilancio 2017: oltre tre milioni di euro, con margine da interessi sostanzialmente invariato rispetto al 2016, malgrado tassi ancora molto bassi.

In crescita del 3,6% le commissioni nette, «grazie soprattutto – spiega la Crv – all’ulteriore importante aumento del risparmio gestito e assicurativo incrementato di oltre il 26%».

«Il 2017 – sottolinea Stefano Picciolini, direttore generale della Cassa – si è chiuso positivamente per la banca, grazie all’impegno e alla professionalità di tutti i dipendenti, alla messa a regime dei primi interventi del Piano strategico 2017-2020 e alla parziale dismissione della partecipazione in Cedacri».

Altri numeri suggellano le parole del direttore: la raccolta totale da clientela ordinaria è creciuta dell’1,1%, con l’indiretta salita dell’8,32%; in calo i costi generali, tra cui – si legge in una nota dell’istituto di credito – «in modo marcato quelli del personale grazie agli effetti dell’esodo volontario di 50 dipendenti realizzato nel 2016».

In crescita i conti correnti con un saldo positivo di 1.400 rapporti in più rispetto al 31 dicembre 2016. Il numero dei clienti è aumentato di oltre 1.000 unità.

Il sostegno al territorio – sottolinea la Cassa – trova conferma nell’aumento degli impieghi sui conti correnti (+1,78%), dei prestiti personali e delle cessioni del quinto (+4,71%) e delle altre operazioni di impiego (+4,75%) tra cui rientrano i finanziamenti alle imprese.

In diminuzione del 15,42% le attività deteriorate nette «grazie anche a un’importante cessione di sofferenze, a cui ne seguiranno altre nel 2018 al fine di realizzare il processo di derisking; il tasso di copertura dei “dubbi esiti” del portafoglio dei crediti deteriorati a fine 2017 è pari al 40,75% in aumento rispetto al 39,02% di fine 2016».

Significativa la crescita degli indici di solidità patrimoniale: rispetto al 31 dicembre 2016 il Cet1 Capital Ratio si porta al 14,95% e il Total Capital Ratio al 15,45%.

I risultati sanciti dal bilancio 2017 sono stati resi possibili grazie anche «alla messa a regime del servizio private e alla riorganizzazione delle attività di monitoraggio e recupero crediti».

Quest’anno la Cassa di Volterra è impegnata su vari fronti, tra cui «sviluppo ulteriore delle commissioni e proseguimento delle attività di derisking». Prevista anche una nuova procedura di esodo volontario che permetterà a 20 dipendenti, «che lo vorranno», di anticipare l’uscita dal lavoro.

In primo piano lo sviluppo della consulenza che, spiega Stefano Pitti, vice direttore della Cassa, «è il vero valore aggiunto che la banca offre alla clientela grazie alle filiali e agli specialisti di direzione generale, un connubio che, abbinato a servizi e prodotti semplici e trasparenti, capaci di rispondere ai bisogni reali di risparmio e investimento delle famiglie e delle imprese, supporta e accompagna i progetti di vita e lavoro dei nostri clienti».

Per sviluppare al meglio il modello di consulenza, la Cassa di Volterra riproporrà, come già fatto l’anno scorso, formazione nelle scuole ed eventi di educazione finanziaria in collaborazione con società di gestione del risparmio e compagnie assicurative.
 

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