Il Tirreno

Pontedera

Annunci hard sul falso profilo dell’ex

di Pietro Barghigiani
Annunci hard sul falso profilo dell’ex

L’allora compagno è sotto accusa per sostituzione di persona. Gli è stato imputato anche il reato di atti persecutori

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PONTEDERA. Un campionario dello stalker, con l’eccezione di non aver fatto ricorso alla violenza fisica, ma con l’aggiunta di una variante sul tema.

Quella di esporre la sua vittima al pubblico ludibrio dei social facendola passare per una che cercava incontri hard.

È un quarantottenne originario della Valdera l’imputato che deve difendersi dalle accuse di stalking, diffamazione e sostituzione di persona. Il giudice Raffaella Poggi (pubblico ministero onorario Giovanni Pepe) ha fissato l’udienza in cui sarà sentita la parte offesa per il mese di febbraio 2019. Un rinvio lungo per una storia che risale al 2015. Alle azioni del 48enne seguirono le denunce della ex, stanca ormai di essere diventata il bersaglio dei continui assalti. Il classico e triste copione di una relazione che finisce con lui che non si rassegna.

È il rancore scatenato dall’abbandono a fare da detonatore. Messaggi sul cellulare, telefonate insistenti, incontri non richiesti e imprevisti che turbano non poco la donna. Nella galleria di comportamenti collezionati, secondo le denunce, dall’imputato che per l’accusa sono sufficienti a giustificare un processo per stalking, ne viene fuori uno davvero più studiato.

Il quarantottenne avrebbe creato un falso profilo sul più famoso e diffuso dei social network, Facebook ovviamente, riferibile alla sua ex con l’obiettivo di farlo diventare una vera e propria esca per chi, tra i tanti che utilizzano Internet e quel particolare social network, fosse in cerca di sesso facile.

Frasi di accompagnamento ammiccanti e ambigue nei propositi con addirittura l’indicazione del numero del telefono cellulare. Uno stratagemma facile da mettere in pratica con effetti naturalmente deleteri per la persona diventata l’obiettivo dell’imputato.

Dopo la pubblicazione sul web del profilo, la donna iniziò a ricevere telefonate di chi pensava di chiamare una pronta a cercare incontri a luci rosse, anche a pagamento. Dire che chi era dall’altra parte del microfono avesse sbagliato numero serviva purtroppo a poco. Ormai il danno era fatto.

Il ventilatore delle cosiddette fake news, in questo caso hard, stava funzionando a meraviglia secondo i progetti del quarantottenne. Esasperata decise di denunciare anche quell’assalto alla propria intimità. Ora il processo in cui potrà raccontare la sua verità in questa triste vicenda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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