Il Tirreno

Pontedera

“Tato” se ne è andato con la sua passione per la Volterrana

di Tommaso Silvi
“Tato” se ne è andato con la sua passione per la Volterrana

Oggi alle 15 i funerali di Romano Signorini morto a 84 anni Una vita da tifoso e da infermiere all’ospedale psichiatrico  

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VOLTERRA. Con sé si è portato via il mistero del suo soprannome. Quattro lettere che hanno accompagnato la sua vita di fatica e di sport. In particolare di calcio. Amava Volterra e amava la Volterrana. Nel dopoguerra saliva sulle mura del teatro romano per vedere giocare la squadra del cuore nel vecchio campo di Vallebuona. All’anagrafe Romano Signorini. Per tutti, da sempre, Tato. Una delle figure storiche di Volterra se ne è andata lunedì sera a 84 anni.

Carattere burbero, ma accompagnato da un sorriso che spesso e volentieri gli illuminava la pelle scura. In ogni periodo dell’anno. Perché il pallone non era l’unica sua grande passione. Quando non era impegnato a pulire gli spogliatoi o in qualcun altro dei suoi compiti di custode dello stadio delle Ripaie e magazziniere dell'allora Alabastri Volterra, Tato prendeva la sua sedia di plastica e a petto nudo se ne stava sotto il sole a due passi dalla pista d’atletica. Conosciutissimo nel quartiere San Lazzaro, Romano Signorini ha lavorato una vita come infermiere all’ospedale psichiatrico di Volterra.

Ieri mattina alla stanza mortuaria dell’ospedale di Volterra in moltissimi hanno fatto visita alla salma del Tato. «L’affetto della gente ci ha travolto – racconta il figlio Bruno - non ci aspettavamo così tanti a salutare mio padre. Sono venuti ex calciatori, allenatori, amici d’infanzia e conoscenti».

Romano Signorini lascia la moglie Liliana, con la quale aveva festeggiato 60 anni di matrimonio a ottobre. Lascia anche i figli Bruno e Brunella. E un vuoto incolmabile nell’intera comunità volterrana. «Non avevo un rapporto personale con lui, ma l’ho sempre conosciuto come un personaggio storico della città e grande appassionato di calcio. Sicuramente Volterra perde una persona genuina, che aveva la forza di volontà tipica di chi abita questa terra», commenta il sindaco Marco Buselli. I funerali di Romano Signorini si celebreranno oggi alle 15 nella chiesa di san Girolamo.

«Ricordo ancora le domeniche d’inverno, quando faceva un freddo cane e magari io e mia sorella eravamo a letto raffreddati. Babbo spariva dopo pranzo e scappava dalla sua Volterrana. Tornava dopo la partita completamente senza voce, ma felice. Era fatto così. Lui senza calcio non sapeva stare - ricorda il figlio - e soprattutto non poteva stare senza la Volterrana. Una squadra a cui ha dedicato la vita, sempre con la passione di quel bambino che nel dopoguerra saliva sopra le mura del teatro romano per vedere i suoi beniamini. Mancherà a tutti, perché mio padre era un uomo buono. Un uomo d’altri tempi. Perché lo chiamavano tutti Tato? Non lo so, non ha mai voluto dirmelo».

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