Il Tirreno

Pontedera

S. Ranieri, benemerenza a Bocelli

di Sharon Braithwaite
S. Ranieri, benemerenza a Bocelli

Il tenore di Lajatico: «Il detto Nemo propheta in patria a volte è sbagliato»

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PISA. Il tenore di Lajatico Andrea Bocelli ha ricevuto la Benemerenza al merito sotto il titolo di San Ranieri, riconoscimento conferito ogni anno dall’Accademia dei Disuniti ai pisani che hanno portato lustro e onore alla città.

«È bello pensare che nei primi decenni del Seicento ci fossero già persone che pensassero a promuovere la letteratura, la poesia, la cultura, in una città dove non mancavano i problemi. Già all’epoca Pisa era molto amata, ma anche vituperata. Chi come me è nato qui, la ama molto. Ho dovuto lasciarla all’età di sei anni per andare in un collegio lontano e il destino mi ha fatto girare il mondo, ma la città sta nel mio cuore», ha commentato il cantante che ha recitato il brano di Giosuè Carducci, la “Faida di Comune” sulla contesa medievale tra Pisa e Lucca.

«Ho invitato a questa cerimonia un poeta illustre – dice Bocelli sorridendo – I versi che reciterò li ho imparati anni fa e li ho studiati di nuovo per quest’occasione. È una poesia bella, ma dimenticata: il modo migliore per dire grazie a voi che mi avete pensato, per questo straordinario quanto immeritato premio. Con le parole di Carducci vorrei dire grazie alla città: ci ricorda una battaglia vinta da Pisa, è un modo per riflettere sul mondo e sul fatto che bisogna essere ottimisti. Facile dire che va male; tutti sanno che ci sono tanti problemi, ma se tutti guardassero indietro e ricordassero quando ci si uccideva tra un campanile e l’altro, forse avremmo una visione delle cose più ottimistica».

Per celebrare l’anniversario della creazione dell’Accademia, fondata il 16 giugno 1623 (1624 Stile Pisano), il riconoscimento viene consegnato tradizionalmente nel giorno della Luminara. Quest’anno, per andare incontro ai numerosi impegni del maestro Bocelli, la cerimonia ha avuto luogo ieri alla presenza delle principali autorità civili e militari. «È un uomo dal multiforme ingegno. Grazie allo studio ha realizzato il suo sogno di bambino, di diventare tenore, ma ciò non gli ha impedito di approfondire i suoi interessi – ha detto Franco Mosca, professore emerito di Chirurgia generale all’Università di Pisa e presidente della Fondazione Arpa Mosca – È un talentuoso scrittore, poeta, oratore e sa essere sé stesso in pubblico e in privato. Non ha mai dimenticato la sua terra. Bocelli è quasi l’unico al mondo a mettermi in soggezione».

«Questo premio dimostra che il detto “Nemo propheta in patria” a volte è sbagliato e che quando uno si comporta con rettitudine viene apprezzato anche a casa sua», ha aggiunto Bocelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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