Attenzione
Piaggio, Fiom agli operai «Dieci ore di sciopero»
Astensione dal lavoro con assemblea davanti alla palazzina dei dirigenti I delegati: «Protesta contro l’utilizzo di permessi e ferie e per i part-time verticali»
PONTEDERA. Altre dieci ore di sciopero per protestare contro tempi di lavoro, utilizzo di permessi e ferie e per la trasformazione dei contratti part-time verticali in full-time. È quanto deciso dall’assemblea di un gruppo di lavoratori della Piaggio che ieri hanno scioperato uscendo fuori dalla fabbrica e riunendosi davanti alla palazzina dei dirigenti per alcuni interventi di sindacalisti e operai e la votazione rispetto a una mozione presentata dalla maggioranza dei delegati rsu di Fiom Cgil.
Sono stati proprio loro a indire l’astensione dal lavoro che, secondo fonti sindacali avrebbe avuto un’adesione tale da fermare gran parte della produzione. L’azienda, invece, parla di una partecipazione allo sciopero di 140 dipendenti alla mattina e poche unità al pomeriggio. Al di là dei numeri, contano le motivazioni della protesta, riassunta nella mozione votata dai lavoratori. «Contro il rifiuto di Piaggio di ogni discussione nel merito delle richieste dei lavoratori su ferie, permessi e trasferimenti “politici” – si legge nel documento – Contro la sottrazione anche quest’anno di 1.200 euro del premio di produttività, per riaffermare in fabbrica la legalità e il rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori, per rivendicare la trasformazione in tempo pieno dei part-time verticali, l’assemblea delibera un pacchetto di ulteriori dieci ore di sciopero».
Durante la manifestazione, che si è svolta nel massimo ordine, senza neppure bloccare il traffico in viale Rinaldo Piaggio, gli interventi di alcuni sindacalisti hanno riguardato anche il denaro offerto per gli incentivi all’esodo. Secondo quanto riportato, infatti, quelli offerti da Piaggio sarebbero inferiori a quelli di aziende dell’indotto. Una situazione tutta da verificare, ma che porterà presto una discussione all’interno del mondo operaio della fabbrica della Vespa e, molto probabilmente, sarà oggetto della richiesta di confronto tra i delegati di Fiom e l’azienda.
«Questo momento è molto delicato per i lavoratori – spiega Massimo Cappellini, uno dei delegati Fiom all’interno della rsu – Da un alto si cerca di produrre il più possibile, con tempi di lavoro divenuti ormai insostenibili. Dall’altra, però, l’obiettivo è di ridurre sempre più il numero di dipendenti, come dimostrano le operazioni di prepensionamenti incentivati che vengono messi in pratica da alcuni anni. Ma in tutto questo chi ci rimette sono proprio gli operai nei reparti, ai quali viene chiesta sempre più produttività a fronte di pochi riconoscimenti per il lavoro svolto da parte dell’azienda».(a.q.)
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