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La Cgil preoccupata «Chirurgia minore in drastico calo»

La Cgil preoccupata «Chirurgia minore in drastico calo»

PONTEDERA. C’è crisi nella chirurgia dell’ospedale di Pontedera. E la Funzione pubblica della Cgil di Pisa si dice profondamente preoccupata: «Sappiamo della forte diminuzione che rasenta la chiusura...

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PONTEDERA. C’è crisi nella chirurgia dell’ospedale di Pontedera. E la Funzione pubblica della Cgil di Pisa si dice profondamente preoccupata: «Sappiamo della forte diminuzione che rasenta la chiusura di tutte le attività ambulatoriali della chirurgia minore. La chirurgia ambulatoriale è chiusa da marzo, quella ortopedica è ridotta al lumicino, per non parlare di quella plastica completamente chiusa da almeno un paio d’anni. Dal 2015 c’ è un netto calo delle prestazioni, ma i rimedi latitano».

Una situazione che, secondo il sindacato, avrebbe dovuto essere risolta con l’incremento delle prestazioni chirurgiche a Volterra. Ma che, anche in questo caso, le promesse sembrano disattese.

«Evidentemente i pochi chirurghi devono privilegiare le attività chirurgiche maggiori che inevitabilmente hanno la precedenza, ma ricordiamo che i cittadini hanno bisogno anche di questi indispensabili servizi – si legge nel comunicato – Non vorremmo che la risposta fosse rappresentata dall’apertura della nuova sala operatoria privata agli ambulatori del centro San Giuseppe gestito dalla Misericordia di Pontedera, inaugurata la scorsa settimana».

La Cgil cita il verbale d’intesa firmato il 23 novembre con Asl e Regione Toscana «per il rilancio, nell’ospedale di Volterra, dell’attività chirurgica ambulatoriale e di day surgery, in cui l’obiettivo era di aumentare il numero di questi interventi» nella struttura della città etrusca. Una decisione che, in origine, intende aumentare il numero delle prestazioni complessive a Volterra per evitare tagli ai servizi. Ma anche per una migliore risposta ai cittadini del bacino pisano rispetto alle prestazioni chirurgiche.

Ma i sindacalisti hanno «l’impressione che non si stia facendo molto né a Volterra, né a Pontedera, anche se ci risulta che l’Asl Toscana Nord Ovest abbia, in questi giorni, nominato un nuovo medico a Volterra che, in collaborazione con il direttore di presidio, dovrebbe rappresentare il punto di riferimento dell’attuazione della riorganizzazione dell’ospedale».

Organizzazione sanitaria in divenire, quindi. Per la Cgil «è presto per dare giudizi definitivi sull’intesa, però di fatto questa nomina ad oggi rappresenta l’unica vera azione messa in campo, mentre l’appuntamento per verificare l’andamento dell’accordo è ancora lontano. Ma non nascondiamo la nostra preoccupazione perché ad oggi gli interventi su Volterra non sono certo aumentati».

E poi: «Ricordiamo che il verbale sottoscritto rappresenta un elemento vincolante da cui non si può prescindere senza conseguenze. E il rischio è che si torni alle proteste attraverso scioperi e manifestazioni. Non vediamo, per adesso, rischi certi in questa vicenda. Ma vogliamo una sanità di eccellenza. Invece, quando subentra il profitto, il paziente spesso ci perde in qualità e sicurezza della prestazione. Elementi che riteniamo siano peculiarità riconducibili quasi esclusivamente al servizio pubblico o ai servizi a maggioranza pubblica come il centro di riabilitazione Auxilium Vitae di Volterra».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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