Gioco
Maglia anti Berlusconi Forza Italia: il prete deve chiedere scusa
La sindaca Ceccardi (Lega) rilancia una foto su Facebook e attacca don Zappolini. Lui replica: «Roba vecchia»
CASCINA. Fa di nuovo notizia la vecchia maglietta indossata più volte da don Armando Zappolini ai tempi della vicenda Ruby “rubacuori”, presentata da Berlusconi come la nipote del presidente egiziano Mubarak. Tutta colpa della scritta: “Silvio illuminaci, datti foo!!” . Un invito goliardico, secondo il parroco di Perignano. Ma poco consono a chi indossa l’abito talare, secondo alcuni esponenti del centrodestra. A tirare fuori la polemica (la foto è tornata a circolare sui social in questi giorni) è la sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, Lega, in una domenica trascorsa, per sua stessa ammissione su Facebook, tra il divano e un libro.
«Questo è il messaggio di pace e e fratellanza che porta don Armando Zappolini, don Gallo de noartri – ha scritto la sindaca su Facebook – Dice di essere antifascista e pacifista, sempre in prima linea per profughi e rom. Un po’meno tollerante verso chi la pensa diversamente da lui e compagni. Ma la Chiesa Cattolica dopo 2018 onorati anni di Storia, si è ridotta davvero a essere rappresentata da gente come questa? Sic transit gloria mundi. #noncèpiùreligione». Tanto basta per aprire il social-dibattito.
Don Armando tende a minimizzare. «Se la sindaca non capisce che è una goliardata non posso farci molto – dice il parroco – E poi è una maglietta vecchia, forse non mi sta neanche più. Era dei tempi di Ruby rubacuori, la vendevano a Livorno... Trovo veramente assurdo che si faccia una polemica sul nulla, questo clima mi preoccupa. Basta una farfalla che vola per scatenare chissà quali reazioni».
Intanto a dare alla sindaca – incredibile ma vero, dopo il caso della tettoia abusiva contestato alla prima cittadina – è arrivato il coordinamento provinciale di Forza Italia che ha espresso la sua ferma condanna alla condotta del sacerdote, il quale, «con le sue parole ed il suo comportamento, tradisce miserevolmente il mandato ecumenico che gli è stato conferito dalla Chiesa e dai fedeli». Forza Italia ci va giù pesante e difende il leader Berlusconi, oltre a chiedere le scuse formali per la vicenda. In passato don Armando non aveva indossato solo la maglietta, ma aveva anche dedicato una pizzeria (il nome era “della bandana”) al leader degli azzurri.
«È inaccettabile ed irresponsabile – prosegue Forza Italia – che un prete privilegi la politica, invece di pensare a fare quello che ha scelto diventando sacerdote: promuovere la pace, la fratellanza e testimoniare e diffondere la Misericordia, anche nei confronti di chi è portatore di idee, a suo giudizio, non condivisibili. L’offesa grave, gravissima, non è soltanto nei confronti del presidente Silvio Berlusconi, ma anche nei confronti di 5 milioni di cittadini italiani che hanno votato Forza Italia alle elezioni politiche del 4 marzo scorso». L’offesa è nei confronti «della democrazia, dell’uguaglianza e della partecipazione. L’offesa è nei confronti della Chiesa che rappresenta», aggiungono i vertici di Forza Italia. «Chiediamo scuse formali e un intervento della diocesi di San Miniato, nonché, da parte di “Don”, maggiore impegno anche a favore delle persone anziane, verso le famiglie italiane, verso i giovani che devono costruirsi un futuro e un percorso di maggiore spiritualità non certo di odio e dileggio». (s. c.)
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