Sicurezza
Laurea-fake di Meini: consiglio a porte chiuse
CASCINA. Si è tenuta a porte chiuse ieri la discussione in consiglio in merito alla laurea non conseguita, ma dichiarata, della presidente del consiglio comunale Elena Meini, (Lega Nord), caso...
CASCINA. Si è tenuta a porte chiuse ieri la discussione in consiglio in merito alla laurea non conseguita, ma dichiarata, della presidente del consiglio comunale Elena Meini, (Lega Nord), caso scoppiato nel marzo scorso. La questione, al centro di ben due ordini del giorno presentati da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Progetto Cascina, è stata affrontata in assenza di occhi indiscreti, in forma segreta, a seguito della decisione della maggioranza di appellarsi all'art. 87 del regolamento “trattandosi di questioni personali e morali” della presidente del consiglio.
Una decisione fin da subito contestata dal consigliere Fabio Poli, dei Socialisti, che poco prima della chiusura delle porte ha definito la decisione «inopportuna e inappropriata nei confronti dei cittadini che legittimante hanno tutto il diritto di sapere e di conoscere», trattandosi «di questioni non penalmente rilevanti e attinenti alla sola sfera morale».
Poli aveva in mano la lettera con cui Meini, da consigliere provinciale, ha chiesto che si facesse luce sui curricula dichiarati e sui titoli di studio vantati dai colleghi del consiglio provinciale.
Dopo un primo tentativo di definire l'intero accaduto come frutto di un refuso, da parte della stessa presidente del consiglio e della sindaca Susanna Ceccardi, la “bomba” alla fine è scoppiata.
Le scuse pubbliche erano arrivate in occasione dello scorso consiglio comunale, il 29 marzo, quando la consigliera leghista si era dichiarata costernata per l'intera vicenda.
«Sono qui, come è giusto che sia, a chiedere scusa in prima persona – aveva dichiarato Meini all'inizio del consiglio – Ritengo che poche parole siano più importanti di tante frasi fatte. Quindi l'unica parola che mi piacerebbe comprendessero tutti i consiglieri e tutti i cittadini è una sola: scusate, scusate e ancora scusate».
Un passaggio che non ha però accontentato le opposizioni ed in particolare i grillini i quali, fin dall'inizio della querelle, avevano chiesto le dimissioni richiamando la questione morale.
Un caso non isolato quello di Cascina: a febbraio a finire al centro di una vicenda analoga era stata la sindaca di Santa Luce Giamila Carli (Pd), la quale aveva dichiarato una laurea in giurisprudenza mai conseguita; una settimana fa, poi, il caso si è ripetuto a Castelfranco di Sotto con l'assessore democratico allo sviluppo economico Giulio Nardinelli, anche lui per avere consegnato un curriculum errato.
Nilo Di Modica
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
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