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“La 127 blu”, ecco il giallo di Sala

“La 127 blu”, ecco il giallo di Sala

L’autrice originaria di Villa d’Adda partecipa al concorso “Parole Guardate” a Peccioli

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PECCIOLI. «A Peccioli il campanile del Bellincioni scocca nove rintocchi. Attraversando la piazza Monsavino, una donna alza gli occhi verso l’immagine sacra sopra l’arco della via Carraia e si fa il segno della croce».

Comincia così il racconto “La 127 blu” con cui Sara Sala ha deciso di partecipare a “Parole Guardate – Giallo in provincia 2018”, il concorso a premi riservato ad amanti del mistero e appassionati di gialli, noir e thriller residenti in provincia di Pisa che grazie al Tirreno e alla Fondazione Peccioliper possono dare sfogo alla loro fantasia e scrivere un racconto ambientato in una località del Pisano.

Sara Sala è nata a Villa d’Adda provincia di Bergamo il 29 marzo 1971. Paesino tra le colline ancora dolci sul limitare delle prime Alpi Orobie con un paesaggio verde di boschi e vigneto, «che volendo non è così diverso dalle colline toscane, ma certo mancava quell’aria di salsedine e quel brio che ho trovato a Livorno dove mi sono trasferita subito dopo il diploma di perito agrario», racconta. Ha seguito gli studi universitari a Pisa – ingegneria con un corso di due anni di specializzazione sulla tutela dell’ambiente – trovando asilo nel quartiere vecchio di Venezia, Livorno appunto, a casa della nonna e della zia materne. Dopo è sempre rimasta in Toscana.

«Tra l’altro ho vissuto a Shanghai – Livorno, di cui ho un ricordo come di un caleidoscopio di situazioni e personaggi e a Coltano, dove ho conosciuto il padre dei miei bimbi. Coltano è una particolare frazione rurale del comune di Pisa fortemente influenzata dalle bonifiche dei primi del ’900 e dal successivo insediarsi delle famiglie venete».

Dal 2003 Sara si è trasferita a Peccioli per lavorare come impiegata in un’azienda agricola del posto. «Mi sono trovata più lontana dal mare, persa in un paesaggio infinito di colline puntellate di antichi borghi e ricordi di vecchi poderi. A Peccioli vivo attualmente, proprio nel centro storico del paese, con due figli, uno di 18 e uno di 11 anni, e un piccolo cane meticcio di nome Lulù! Nel 2015 sono diventata guardia venatoria volontaria. Ho sempre avuto un grande amore per la lettura, e ho sempre letto molto, moltissimo in maniera quasi bulimica, passando in rassegna tutti gli scaffali delle biblioteche che avevo a portata di mano. Della piccola biblioteca di paese di quando ero ragazzina credo di aver quasi esaurito il repertorio, mentre la mediateca di Peccioli oggi ha il vantaggio di far correre il suo corriere per tutta la Valdera per recuperare nuovi libri», spiega ancora. Cosa è per lei la scrittura? «La scrittura è stata per me una rivelazione, scrivendo trovano posto personaggi e atmosfere che mi porto dentro, che ho incontrato e che ancora vivo ogni giorno».

I vincitori saranno proclamati durante l’evento finale di “Parole Guardate” che è in programma dal 18 al 20 maggio. A decidere i vincitori sarà una giuria popolare e una di esperti saranno scelti tre racconti: al primo classificato andranno 500 euro, al secondo 300 e al terzo 150.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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