Sicurezza
L’ecomostro rifugio di ladri e senzatetto
I cittadini chiedono al Comune di obbligare la proprietà a impedire l’accesso all’area
PONTEDERA. Da area di cantiere, che è stato chiuso per i problemi economici dell’impresa che lo aveva aperto, a terra di nessuno, il passo è stato breve.
Nel volgere di qualche anno la zona è diventata una delle mete preferite di spacciatori e tossicodipendenti oltre che di senzatetto più in generale. Fino a poco tempo fa i cittadini che abitano vicino al colosso di cemento mai ultimato, vicino alla rotatoria dei cimiteri, vedevano persone entrare nel cantiere soprattutto la notte. Se ne accorgevano perché nel buio vedevano delle luci all’interno, simili a quelle delle torce. Ora ci sono persone che si avventurano tra impalcature e mattoni di notte e di giorno.
Qualche giorno fa sono c’erano uomini che in pieno giorno stavano smontando un ponteggio: il classico furto alla luce del sole, sotto gli occhi degli automobilisti di passaggio che però non hanno pensato che fosse in atto uno sfrontato saccheggio. Più volte, anche recentemente, le forze di polizia hanno controllato l’ex cantiere.
Ormai è noto che ogni area abbandonata – un cantiere o un casolare – finisce per essere occupata da persone senza fissa dimora. E insieme al degrado aumentano anche le difficoltà nel tenere sotto controllo gli accessi clandestini.
Domenica pomeriggio “Il Tirreno” ha visitato l’ex cantiere. E non eravamo soli: mentre scattavamo le fotografie da una delle baracche danneggiata dai vandali sono usciti due giovani. Con tranquillità hanno superato la recinzione e sono arrivati nel parcheggio della Pubblica Assistenza e in via Profeti. Il continuo viavai, anche di notte, fa temere che si possano fare brutti incontri in questa zona. Una volontaria della Pubblica assistenza, poco tempo fa, è stata derubata della bicicletta con cui andava all’associazione.
I lavori al colosso di cemento sono fermi da quasi cinque anni. L’impresa costruttrice è in fase di concordato e nessuno in questi anni si è preso lo scrupolo di salvaguardare questi beni. All’inizio il Comune aveva provato a sensibilizzare l’impresa che portava avanti la costruzione del palazzo diventato ben presto uno scheletro abbandonato. Ora invece anche l’amministrazione si trova nella condizione di chiedere alle forze di polizia di effettuare serrati controlli in quest’area.
La recinzione è stata rotta in più parti e le “casette” interne che un tempo servivano da uffici o da spogliatoi per gli operai sono state occupate abusivamente da persone che non hanno un tetto sotto cui dormire. L’area è costellata di rifiuti di ogni genere. Tra erba secca e arbusti affiora un mare di plastica, bottiglie di ogni genere. E tra i detriti spunta anche qualche bicicletta che potrebbe essere stata rubata.
I cittadini, che in passato hanno protestato pubblicamente contro questa situazione, non si stancano di chiedere un intervento che possa servire ad arginare il degrado. Degrado che rischia di diventare parte integrante dell’arredo urbano della zona a cavallo tra i quartieri Bellaria, Sozzifanti e Galimberti.
Un video che mostra lo stato in cui versa l’ex cantiere è stato pubblicato anche sui social, con la richiesta di un intervento che riporti la situazione sotto controllo. Il tempo stringe: se dovessero essere raccolti tutti i rifiuti che sono stati gettati su questo terreno, non basterebbe un camion per portarli via. Con costi che inevitabilmente ricadrebbero sui cittadini.
I quali si chiedono se il Comune non possa tentare un’azione amministrativa per indurre la proprietà del terreno a prendere le misure necessarie per impedire almeno l’accesso. Non sarà facile ottenere una riposta, ma almeno sarà stato fatto un tentativo. (s. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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