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L’ultimo saluto al regista più amato

L’ultimo saluto al regista più amato

Vittorio Taviani portava nel cuore San Miniato dove era nato Il sindaco Gabbanini: «La sua scomparsa rende la città orfana»

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SAN MINIATO. La provincia di Pisa piange un maestro del cinema. Era uno dei figli più illustri di San Miniato, comune che gli aveva conferito la cittadinanza onoraria. Il grande regista Vittorio Taviani, 88 anni, che con il fratello Paolo – entrambi si sono formati all’Università di Pisa e sono artisticamente cresciuti all’ombra della Torre – ha firmato capolavori della storia del cinema italiano: “Padre padrone” (Palma d’oro a Cannes nel 1977), “La notte di San Lorenzo”, “Kaos”, “Cesare deve morire” (Orso d’oro a Berlino nel 2012). Una domenica di lutto per il cinema italiano.

La notizia della morte di Vittorio Taviani è arrivata a metà mattina nella città che ha dato i natali al regista. Ad annunciare la grave perdita è stata la figlia Giovanna la quale ha spiegato che per volontà della famiglia non ci saranno camera ardente né funerali, ma il corpo del regista verrà cremato in forma privata.

Vittorio Gabbanini, sindaco di San Miniato, conserva gelosamente le immagini dell’ultima volta che ha incontrato a Roma il maestro: «La scomparsa di Vittorio Taviani rende San Miniato orfana. Con il fratello Paolo, ha portato nel mondo il nome della nostra città. I Taviani hanno raccontato le loro origini, che sono anche le nostre. Con Vittorio se ne va un pezzo di quell’arte che solo una città straordinaria come la nostra può concepire. Ho ancora vivo nella mente il ricordo dell’ultima volta che i Taviani sono venuti all’ombra della Rocca. Era il 2015 e l’amministrazione comunale volle conferire loro la cittadinanza onoraria, un tributo doveroso che sancisce il profondo e inscindibile legame con questa terra e la nostra comunità. Sono molto felice di aver consegnato a Vittorio e Paolo, un anno fa, a Roma, le prime copie delle cartelle istituzionali in cui viene raccontato da quattro straordinari pittori sanminiatesi il loro percorso artistico».

Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, aggiunge: «Pisa saprà rendere omaggio a un grande italiano. Sono vicino con un forte abbraccio a Paolo e ai familiari».

«Un grande maestro del cinema, un intellettuale progressista, di San Miniato, toscano»: così Enrico Rossi, governatore della Toscana, ricorda il regista.

Il Centro cinema Paolo e Vittorio Taviani di San Miniato, presieduto da Carlo Baroni, rievoca i momenti più importanti vissuti con il regista quando «la Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato conferì ai fratelli il Premio “Torello Pierazzi” alla carriera e loro regalarono una stupenda lezione di amore per la cultura, la libertà e la verità rievocando i giorni de “La notte di San Lorenzo”. Ora l’opera del Centro cinema per valorizzare il grande lavoro dei due maestri è ancora più importante».

Angelo Frosini, ex sindaco di San Miniato, si unisce al cordoglio: «La scomparsa di Vittorio Taviani mi addolora molto. Con il fratello Paolo ha segnato la storia del cinema italiano. Con il suo lavoro ha contribuito in modo determinante alla crescita culturale e politica di una generazione. Io, e con me tanti miei coetanei, ci siamo appassionati al cinema di qualità vedendo i film dei nostri concittadini».

A Pisa Vittorio Taviani, che lascia anche la moglie Carla, era cresciuto artisticamente. Era stato Mario Benvenuti, padre del regista Paolo, a mettere in mano la cinepresa ai due fratelli sanminiatesi di cui esiste ancora il primissimo corto che girarono nel 1951 su dei vecchi tram abbandonati a Porta a Lucca.

«I due fratelli – dice Ciccio Auletta, consigliere comunale a Pisa – scoprirono il cinema nella città della Torre pendente».

«Quando ero ancora all’Università – ricorda lo scrittore, sceneggiatore e regista pisano Roan Johnson – chiesi al professor Lorenzo Cuccu di Pisa cosa avrei dovuto fare per fare cinema e lui mi consigliò di andare a sentire i fratelli Taviani che avrebbero tenuto un incontro sul cinema proprio a Pisa. Andai all’incontro e con timidezza chiesi loro cosa avrei dovuto fare per diventare regista. Loro mi dissero che avrei dovuto iscrivermi al Centro Sperimentale. Così feci e mi iscrissi a Roma. Da lì la mia vita è cambiata».

Tanti i messaggi da parte delle istituzioni nazionali, a partire dal presidente Sergio Mattarella: «La scomparsa di Vittorio Taviani costituisce un grave lutto per il cinema e la cultura italiani, che perdono un indiscusso e amato protagonista». Cordoglio anche da parte del ministro della cultura Dario Franceschini e di Gavino Ledda, autore del celeberrimo “Padre padrone” portato al cinema dai Taviani. «Ho perso un amico». (s. c.)

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