Sicurezza
Liceo, al macero i libri custoditi nell’ex sede
Cinque Stelle all’attacco: prima di gettarli, meglio regalarli ai paesi terremotati Il preside: «Abbiamo salvato tutti i volumi che servono per la nuova biblioteca»
SAN MINIATO. Libri come rifiuti. Gettati giù dal secondo piano e caricati dentro un cassone, pronti per finire al macero come un qualunque oggetto di scarto. È un’immagine che colpisce, senza dubbio, quella scattata nel primo pomeriggio di venerdì all’interporto di San Donato, di fronte alla sede dell’ex liceo Marconi evacuato nell’ottobre 2016. In terra, davanti alle scale, migliaia di volumi e testi scolastici destinati allo smaltimento. Libri che un tempo facevano parte della biblioteca del liceo, adesso esclusi dalla selezione fatta dalla scuola per salvare i testi considerati utili e di valore, in attesa di allestire la nuova biblioteca nella sede di via Trento a La Scala. L’immagine di tutti quei libri gettati in terra e arraffati da un braccio meccanico ha fatto sobbalzare alcuni cittadini che venerdì si sono recati sul posto per capire cosa accadeva. Tra loro alcuni esponenti dei Cinque Stelle, che si dicono «stupiti e indignati per una scena che ha evocato brutte immagini della nostra storia. Una scena a cui cercheremo di dare delle risposte. Non si capisce il perché di questi modi. Perché tanto disprezzo per il simbolo per eccellenza della cultura? ».
A fornire una spiegazione è il dirigente scolastico Pierluigi Robino, reggente del Marconi, precisando che «la scuola ha già recuperato tutto ciò che c’era da recuperare. Un gruppo di insegnanti – dice –, accompagnato dagli operai della Provincia, ha lavorato a lungo per selezionare tutti i testi utili, di valore e in buone condizioni, raccogliendo più di 50 scatoloni pieni di libri, oltre ad una preziosa enciclopedia, che adesso ci permetteranno di allestire la nuova biblioteca. Il resto era materiale non più utile, fatto di volumi rotti o libri di testo obsoleti impossibili da recuperare, oltreché pericolosi in caso di incendio. Capisco che l’effetto visivo sia forte, ma non posso che dire grazie alla Provincia per averci permesso di recuperare ciò che ci serviva. L’edificio ha gravi problemi strutturali: francamente temevo che avremmo perso tutto».
Ad ogni modo, la scelta di gettare tutti quei libri fa discutere. «Sappiamo per certo – riprendono i Cinque Stelle – che eseguire degli scarti nelle biblioteche è consentito in caso di libri danneggiati o obsoleti. Per farlo, però, occorre una procedura che ci auguriamo sia stata eseguita. E di questo ci accerteremo. In ogni caso il metodo usato ci pare surreale. A nostro avviso quei volumi avrebbero potuto trovare moltissime destinazioni, come altre scuole o enti. Oppure avremmo potuto donarli alle scuole delle zone terremotate».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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