La manifestazione
UN PICCOLO CAPOLAVORO CON BUSCEMI
Non si può rimanere insensibili davanti all’arte di Andrea Buscemi. Il direttore della Fondazione Sipario Toscana ha messo in scena nei giorni scorsi alla Città del Teatro di Cascina una bellissima...
Non si può rimanere insensibili davanti all’arte di Andrea Buscemi. Il direttore della Fondazione Sipario Toscana ha messo in scena nei giorni scorsi alla Città del Teatro di Cascina una bellissima edizione di “Memorie di un pazzo”, celebre testo di Gogol riscritto per l’occasione dal drammaturgo Roberto Lerici, raccogliendo al termine gli applausi scroscianti di un pubblico riconoscente e commosso. Si è trattato davvero di una grande prova d’attore che ha consentito di mettere in scena un capolavoro assoluto della letteratura russa, banco di prova da sempre per interpreti sanguigni e istrionici.
Ecco, l’istrionismo mi pare sia la caratteristica principale che connota il nostro attore, e che a tratti lo fa somigliare a quegli interpreti nostrani che divennero a suo tempo popolari proprio per questo: tra essi citerei senz’altro Vittorio Gassman e Gigi Proietti, campioni di indiscussa bravura teatrale, a cui però Buscemi, con questa grande prova interpretativa, ha dimostrato di non dovere invidiare proprio nulla. Gogol’ è stato uno dei più importanti scrittori russi dell’Ottocento, e pubblicò “Le memorie di un pazzo” nei “Racconti di Pietroburgo”, raccontando la progressiva discesa nella follia di un pover’uomo, il burocrate Aksentij Ivanovic, che si trova a innamorarsi segretamente della bella figlia del proprio direttore. Appresa la notizia che il trono di Spagna è vacante, Aksentij Ivanovic si autoproclama re di quel Paese (bellissima la scena dell’investitura, dove un semplice lenzuolo diventa manto regale, un cilindro diventa corona e un bastone da passeggio si trasforma in scettro) trovando così il coraggio di chiedere la mano della figlia del direttore, scrivendo le proprie speranze e aspettative d’amore e di carriera su un diario. Le delusioni della sua miserabile vita lo portano lentamente alla follia. Il susseguirsi di deliri persecutori e malinconiche riflessioni sulla condizione umana, le sofferenze e frustrazioni di ogni essere vivente, interpretate con rara maestria dall’attore pisano, fanno di questo spettacolo un piccolo, imperdibile capolavoro.
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