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A Cascina il divorzio è breve solo sulla carta

A Cascina il divorzio è breve solo sulla carta

Il Comune è in affanno rispetto alla nuova normativa e chi attiva la procedura deve attendere tempi lunghi. La protesta di un cittadino “rinviato” al 31 ottobre

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CASCINA. Divorzio breve, ma non per tutti. In caso di separazione consensuale certificata tra le parti, e al netto dei requisiti minimi richiesti (assenza di figli minori, figli maggiorenni incapaci, bisognosi di tutela o non autosufficienti economicamente), le nuove disposizioni di legge in materia dovrebbero permettere il divorzio in tempi brevissimi: senza passare dalle aule di un tribunale.

Questo non accade a Cascina, dove un nostro lettore, residente, interessato ad avviare le procedure di divorzio presso il Comune, si è sentito posticipare il primo appuntamento dei due necessari a chiudere la pratica al 31 ottobre 2018. Otto mesi circa dopo la possibile data di richiesta. Cui andranno poi sommati anche i trenta giorni previsti dalla legge prima del secondo e ultimo appuntamento di fronte all’ufficiale di stato civile. La lentezza della macchina comunale cascinese in questo genere di pratiche – di cui “Il Tirreno” ha chiesto le ragioni senza finora ottenere risposta – appare come uno dei peggiori esempi dell’area pisana, ma non l’unico. Tra i comuni interpellati dal Tirreno, infatti, in quasi tutti i casi, non si va oltre al mese di attesa per ottenere il primo appuntamento di fronte all’ufficiale di stato civile.

Tra le realtà più virtuose Vicopisano e Pisa, seguite da Pontedera. A Vicopisano, in presenza dei requisiti minimi richiesti, il primo incontro negli uffici dello stato civile può essere ottenuto (previo appuntamento) in poche settimane. Si discostano di poco i tempi del Comune di Pisa, che possono allungarsi fino al mese di attesa. Sul podio di questa virtuale classifica, sale Pontedera, terza, con circa due mesi di attesa necessari a ottenere il primo colloquio negli uffici dello stato civile. Solo a San Giuliano Terme, tra i comuni messi sotto la lente d’ingrandimento, per ottenere udienza di fronte all’ufficiale di stato civile si sfiora addirittura l’anno d’attesa.

Un vero e proprio calvario per chi è intenzionato ad avviare le procedure di divorzio, derivato dalla presenza sul territorio comunale di molte ville e location utilizzate per celebrare matrimoni. «Ad oggi – spiegano dal Comune termale – non abbiamo ancora potuto ricevere nemmeno chi ha presentato richiesta a novembre scorso. Ora, con l’inizio della bella stagione, celebreremo solo ed esclusivamente matrimoni. Dopo, da settembre, riprenderemo con i divorzi e dalle domande di udienza già in protocollo».

Carlo Palotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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