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Pontedera

Lotta alla mafia, incontro con Montinaro e Lizzio

Lotta alla mafia, incontro con Montinaro e Lizzio

Domani al Museo Piaggio: la prima è la vedova del caposcorta di Falcone, la seconda è la figlia di un poliziotto ucciso a Catania

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PONTEDERA. Domani Pontedera ospita e incontra due donne alle quali la barbarie della mafia ha portato via rispettivamente marito e padre, che hanno trovato la forza di reagire per raccontare soprattutto ai giovani la loro esperienza: Tina Montinaro, moglie di Antonio Montinaro, agente caposcorta del giudice Giovanni Falcone morto nell’attentato di Capaci del 23 maggio 1992, e Grazia Lizzio, figlia di Giovanni Lizzio, ispettore ucciso a Catania il 27 luglio 1992, pochi giorni dopo la strage di via D’Amelio in cui trovò la morte il giudice Paolo Borsellino. L’organizzazione è curata dalla sezione di Pontedera di Anps (Associazione Nazionale Polizia di Stato) presieduta da Calogero Pace in collaborazione con il presidio di Libera “Domenico Gabriele” di Pontedera, coordinato da Chiara Santarnecchi. “Il Tirreno” è media partner dell’incontro.

L’appuntamento per tutti i cittadini è fissato all’auditorium del Museo Piaggio alle 18 e vedrà anche la partecipazione del sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, del questore di Pisa Paolo Rossi, del questore di Catania Alberto Francini (già questore di Pisa) e di don Armando Zappolini, presidente del Cnca – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza. Tra gli invitati il prefetto di Pisa Angela Pagliuca. Coordinerà l’incontro Eugenio Leone, mentre Sabrina Chiellini, giornalista del “Tirreno”, intervisterà gli intervenuti.

Particolarmente legato a Grazia e alla famiglia Lizzio è Calogero Pace, commissario di polizia a Pontedera per 40 anni che ha conosciuto Giovannino, come lo chiama lui, a Milano frequentando i “Corsi propedeutici di Polizia” nel 1968 e svolgendo con lui servizi proprio durante la contestazione giovanile. Il loro rapporto si consolidò nel 1971, quando frequentarono la stessa classe del corso sottoufficiali.

«Eravamo 600, ma Giovanni lo ricordo molto bene – dice Pace – Eravamo siciliani entrambi, figli del popolo che in quegli anni avevamo visto nella Polizia un lavoro per difendere lo Stato e i valori di rispetto e legalità».

La serata è l’occasione per ripercorrere quei momenti di 26 anni fa in cui l’Italia si fermò attonita davanti alle stragi mafiose, ma soprattutto per tenere viva la memoria e non abbassare la guardia rispetto ad un fenomeno, quello mafioso, che continua a mutare, spesso senza far parlare troppo di sé, incuneandosi nella società, nell’economia e nello Stato.

«Abbiamo promosso questo incontro – spiega Leone, consigliere comunale e socio Anps - per sottolineare il sacrificio di tanti innocenti che negli anni hanno immolato la vita per difendere lo Stato, la sua democrazia e la libertà in cui viviamo. L’incontro è collegato alla manifestazione svoltasi a marzo che ha visto l’apposizione di una targa dedicata ai cinque agenti (tre poliziotti e due carabinieri) che persero la vita nell’attentato di via Fani che portò al rapimento dell’onorevole Aldo Moro».

La manifestazione “Incontro con Montinaro e Lizzio” è inserita nel percorso degli eventi della “Passeggiata della legalità”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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