Sicurezza
Vigilessa pagata dall’Unione c’è un contenzioso in atto
L’agente ha ottenuto il trasferimento in provincia di Enna per motivi familiari Il Comune di Piazza Armerina non voleva pagarla, ricorso in tribunale
PONTEDERA. Dietro al caso della vigilessa pagata dall’Unione dei Comuni della Valdera che si fa rimborsare da un comune della provincia di Enna, dove la dipendente lavora, c’è un lungo contenzioso legale con un ricorso urgente al tribunale di Pisa.
È quanto spiega il legale che tutela l’assistente capo assunta nel 2010 dall’Unione dei Comuni Valdera per cui ha prestato servizio dopo il trasferimento dalla provincia di Livorno. «Da settembre 2016, dopo numerose istanze la vigilessa ottiene dal Comune di Piazza Armerina, dietro nulla osta dell’Unione Valdera, il trasferimento provvisorio per ricongiungimento familiare, sussistendo i requisiti di legge». L’articolo 42bis, comma 1, del decreto legislativo 151/2001, prevede che: “Il genitore con figli minori fino a tre anni di età dipendente di amministrazioni pubbliche può essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l’altro genitore esercita la propria attività lavorativa”.
Il Comune di Piazza Armerina nel 2016 ha favorevolmente accolto la richiesta della dipendente, ma poi le ha negato «omissivamente il rinnovo per il restante periodo previsto dalla legge, determinando un grave danno e lesione dei propri diritti e dei figli minori. Tanto che l’ha costretta a proporre ricorso ex articolo 700 c. p. c. in Tribunale di Pisa», spiega l’avvocato Salvatore Brighina che con il collega Salvatore Cittadino, entrambi sono del Foro di Catania, ha seguito la vicenda. Il Tribunale di Pisa – Sezione Lavoro, nel maggio ha riconosciuto il diritto della dipendente all’assegnazione temporanea presso il Comune sino alla concorrenza dei tre anni previsti dalla legge, condannando il Comune di Piazza Armerina alle spese di lite. Il Comune di Piazza Armerina, ha proposto reclamo avverso l’ordinanza n. 1646/2017 e il tribunale di Pisa in composizione collegiale ne ha disposto il rigetto, ribadendo il diritto della vigilessa al trasferimento provvisorio, con ulteriore condanna alle spese di lite a carico del Comune così per un totale di oltre 9mila euro, oltre le spese sostenute dal Comune per le difese nei due gradi di giudizio.
«A seguito delle complesse procedure giudiziali d’urgenza la signora e tutta la sua famiglia, ed in particolare il figlio minore di tre anni, come per legge, potrà beneficiare di tutto il tempo consentito dalla norma, con oneri a totale carico del Comune utilizzatore, previa anticipazione dell’Unione», spiega l’avvocato. «Non si può dire che c’è stata una assenza prolungata della mia assistita sin dall’assunzione e a maggior ragione a causa della legge 104, della quale in ogni caso beneficia solo dal 2014 e solo in caso di estrema necessità». Le assenze, spiega l’avvocato, sono «meno di trenta giorni di permessi ex L. 104 dall’anno 2014 ad oggi, e eventuali ed ulteriori assenze dal lavoro sono riferibili al periodo della gravidanza e di tutte le prerogative connesse nonché ai comuni giorni di malattia ordinaria e congedi per far fronte alla cura di due figli di minore».
L’Unione se vuole può organizzarsi e sostituire la vigilessa, potendo bandire un concorso, o attivando la procedura di mobilità provvisoria o di comando e/o distacco da altri enti locali in convenzione. Tra l’altro lo ha fatto. L’Unione Valdera ha pubblicato avviso di mobilità esterna per la copertura di tre posti a tempo indeterminato e pieno di Categoria C “Profilo professionale agente di polizia locale”.
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