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Ora il teatro romano si visita con lo smartphone

Ora il teatro romano si visita con lo smartphone

Presentata l’applicazione che consente di acquisire informazioni su 4 siti storici Il progetto costa 30mila euro, è realizzato dai Comuni di Volterra e S. Gimignano

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VOLTERRA. Tecnologicamente Antichi. Già il nome della app è tutto un programma. È il progetto realizzato dai Comuni di Volterra e San Gimignano che strizza l’occhio ai giovani visitatori. L’obiettivo è portarli in quattro siti archeologici: al teatro romano e il museo Guarnacci di Volterra, alla villa romana di Aiano e il museo archeologico di San Gimignano. Ma è inutile girarci intorno. La tecnologia è inarrestabile. La realtà virtuale sta prendendo il posto di quella reale. E i sassi e le colonne del passato remoto non sono certo la prima fonte di attrazione per gli under 30. Con la app “Tecnologicamente Antichi” i Comuni di Volterra e San Gimignano vogliono stare al passo con i tempi portando la realtà virtuale dentro i siti archeologici.

Come? Ecco un esempio pratico. Fate conto di entrare al teatro romano di Volterra. Magari avete a portata di mano uno smartphone ultimo modello. Potrete scaricare l’applicazione oppure sarete dotati di un tablet. Puntate sulle icone di un pannello negli spazi del sito archeologico e farete un vero proprio salto nel passato, rivivendo l’atmosfera del teatro romano quando era nel suo pieno splendore. Con rimandi alle informazioni di carattere storico e culturale, i collegamenti con gli altri siti archeologici, le mappe stradali di Google. Tutto in una realtà tridimensionale. Tutto gratuito. Chissà se vi è venuta la voglia di andarci.

Di sicuro ieri a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Regione a Firenze, hanno provato in tutti i modi a convincere i giovani. «La app è un metodo innovativo che si sta sempre più diffondendo, dà la possibilità di raggiungere un numero sempre maggiore di persone ma anche di stimolare a conoscere il pubblico dei più giovani», ha detto l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo. Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessora alla cultura di Volterra, Eleonora Raspi, che ha lodato la collaborazione col Comune di San Gimignano: «Questo è solo l’inizio di una nuova sinergia. Cominciamo a utilizzare la app nei quattro siti archeologici, ma puntiamo a raddoppiare l’offerta culturale e turistica».

C’erano anche gli assessori al turismo dei Comuni di Volterra e San Gimignano, Gianni Baruffa e Carolina Taddei, il direttore di scavo della villa romana di Aiano, Marco Cavalieri e gli sviluppatori del progetto, le società Opera Civita e Unità C1. La app è finanziata con il progetto “Eccellenze in Etruria”. Fanno 30mila euro dalla Regione tramite fondi ministeriali.

Samuele Bartolini

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