Il Tirreno

Pontedera

Le nostre chiese, quanti gioielli nascosti

Appello del critico d’arte Nannipieri all’arcivescovo di Pisa: «Troppo spesso le pievi restano chiuse»

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CASCINA. Le pievi della provincia di Pisa sono un patrimonio ormai riconosciuto. Ma restano, al di là di qualche buona dichiarazione di intenti, luoghi difficilmente accessibili al di fuori degli orari delle funzioni religiose. Il critico d’arte ed ex assessore alla cultura, Luca Nannipieri, spiega che le chiese con la loro storia e bellezza generano senso di cittadinanza. Per questo sono tutelate dalla Costituzione, all'articolo 9, perché sono un bene per tutti i cittadini. Perciò si rivolge all'arcivescovo di Pisa, Giovanni Paolo Benotto, «per dirgli – scrive – che trovo sempre più doloroso il fatto che le più straordinarie chiese di Cascina siano quasi sempre chiuse, se non nell'ora o mezz'ora della messa».

I preti sono sempre meno e devono dividersi tra vari edifici di culto, ma saranno sempre meno, le vocazioni saranno sempre più sporadiche, i fedeli saranno sempre meno attivi. I turisti non ci saranno, se le chiese rimangono chiuse.

«Vedere i portoni sempre sbarrati della mirabile pieve di San Casciano, tanto amata da Vittorio Sgarbi, vedere inaccessibile se non per i matrimoni quel gioiello incredibile e minimo di architettura rurale che è la chiesa di Marcianella, vedere chiuse al pubblico le pitture murali bellissime, bisognose di restauro, della chiesa di San Jacopo in Zambra (avevo trovato uno sponsor per il recupero degli affreschi, ma qualcuno in diocesi ha dormito), così come irraggiungibili sono l'interno della chiesa di San Giorgio, lo straziante Polittico di Barnaba da Modena nella canonica della chiesa di Ripoli». Una situazione che fa pensare: la bellissima pieve di San Casciano è rimasta da alcuni mesi senza il suo parroco anche se la parrocchia è stata affidata al parroco di San Frediano a Settimo. «Pensate che i turisti fanno la fila alla National Gallery di Londra o al Museum of Fine Arts di Boston, nel Massachusetts, per vedere le sale dove sono esposte le opere di Barnaba da Modena e noi invece, a Ripoli, lo nascondiamo! Da assessore, accordandomi con la scuola di Santa Teresa, avevo fatto riaprire la "Cappella Sistina" di Cascina, che è l'Oratorio di San Giovanni Battista, con il suo ciclo di affreschi tardotrecenteschi che è il più esteso della provincia di Pisa, dopo quello del Camposanto monumentale in Piazza dei Miracoli». Ma la strada è ancora lunga per valorizzare le pievi e le chiese cascinesi.

«Ma è ancora nulla rispetto a quello che potremmo e possiamo fare con le parrocchie, con i volontari dei beni culturali e con le guide turistiche affinché le nostre pievi, basiliche e abbazie non si precludano ai fedeli e ai cittadini. Gentilissimo arcivescovo – conclude Nannipieri – so che la situazione della gestione dei luoghi di culto è tutt'altro che facile, ma proprio da semplice cittadino, oltre che da studioso d'arte, la invito a smuovere preti e parrocchie affinché si trovi concordemente il modo di tenere aperte e visitabili le nostre chiese».



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