Il dolore
Ipogeo e degrado, il caso approda in Parlamento
Terricciola: Fratelli d’Italia presenterà un’interrogazione alla Camera sull’incuria Nel 2015 la sindaca, in atti ufficiali, parlava di «impegno per risolvere le criticità»
TERRICCIOLA. L’ipogeo del Belvedere di Terricciola finirà sui banchi della Camera. Il sito archeologico nel sottosuolo del paese dell’Alta Valdera, in stato di degrado e dimenticato dalle istituzioni, come raccontato dal Tirreno nell’edizione cartacea di domenica scorsa, sarà l’oggetto dell’interrogazione parlamentare che presenterà Giovanni Donzelli, esponente di Fratelli d’Italia.
L’ipogeo del Belvedere è solo uno dei cinquantaquattro presenti nel territorio di Terricciola, ma è l’unico che, nel 2002, è stato predisposto per ricevere visitatori. Nel 2007, inoltre, al suo interno sono stati inseriti cinque cippi etruschi. Dentro alla costruzione sotterranea, il cui ingresso si trova sulla terrazza panoramica del borgo, dunque, oggi risiede una delle collezioni di manufatti etruschi più importanti della Toscana. E pensare che per molti giorni, attorno a Pasqua, il sito è rimasto del tutto incustodito. Chiunque avrebbe potuto entrare e trafugare i preziosi reperti archeologici, vista l’assenza di un lucchetto all’ingresso, poi inserito.
Dal 2002 al 2014 l’ipogeo del Belvedere è stato gestito dal gruppo archeologico Tectiana di Terricciola che, successivamente, è stato sollevato dall’incarico dal Comune, come ha raccontato nei giorni scorsi Lorenzo Bacci, esperto di storia dell’arte. Ma dietro all’ipogeo di Belvedere, e agli altri di Terricciola, c’è una storia fatta di comunicazioni e risposte evasive. Che arriva direttamente dagli uffici del Comune. Il 29 giugno 2015 il consigliere di minoranza Elena Baldini Orlandini chiede spiegazioni al Comune sulla sicurezza strutturale e su eventuali progetti per ciò che riguarda il complesso degli ipogei. Il 4 agosto 2015, ben oltre i trenta giorni in cui l’amministrazione avrebbe dovuto rispondere all’interrogazione, stando all’articolo 43 del Testo unico degli enti locali, Baldini Orlandini, che il primo settembre scrive anche al Prefetto di Pisa, sollecita nuovamente la giunta della sindaca Maria Antonietta Fais. La risposta arriva con quasi quattro mesi di ritardo, il 24 ottobre 2015. Nel documento, firmato da Fais, viene scongiurato ogni pericolo strutturale e si parla di «impegno per il discernimento delle criticità e il percorso di valorizzazione». Un impegno che, per il momento, rimane sulla carta. L’ultima manutenzione del museo del Belvedere, come spiegato da Bacci, è del 14 ottobre 2014. Inoltre, non ci sono cartelli che indicano l’esistenza del sito archeologico e non sono disponibili depliant informativi. Intanto il tesoro etrusco di Terricciola rimane sepolto sotto l’incuria.
Tommaso Silvi
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