Gioco
Lezione con gli artisti dell’arco di Palmira
CASCINA. Studenti cascinesi a lezione degli artisti del marmo che hanno realizzato la riproduzione dell’Arco di Palmira al tempio di Bel, distrutto dall’Isis in Siria. L’appuntamento per i ragazzi...
CASCINA. Studenti cascinesi a lezione degli artisti del marmo che hanno realizzato la riproduzione dell’Arco di Palmira al tempio di Bel, distrutto dall’Isis in Siria. L’appuntamento per i ragazzi che frequentano il liceo artistico Russoli è nella sede pisana della scuola, mercoledì.
La copia dell’arco di Palmira è è un’operazione di rilievo internazionale nata in Toscana, realizzata da Torart, un’azienda di Carrara guidata da due giovani imprenditori, il carrarese Giacomo Massari e il pontederese Filippo Tincolini, e specializzata in scultura, arte contemporanea e design, nell’applicazione delle nuove tecnologie nella lavorazione del marmo, in pietre e materiali duri di diversa natura.
«In occasione del G7 della Cultura a Firenze – si legge in una nota – l’arco è stato esposto in piazza della Signoria davanti a Palazzo vecchio, ma è stato messo in mostra anche a Londra, New York, Dubai e in alcune capitali europee. Ricostruito in marmo egiziano su un progetto dell'Institute of Digital Archaeology di Oxford, l'arco, è due terzi in grandezza eispetto a quello originale distrutto nel 2015 dalla furia degli estremisti. Obiettivo degli archeologi è di portarlo a Palmira, in Siria, non appena la situazione sarà tornata alla normalità, in modo da poterlo piazzare vicino ai resti dell'originale».
Un incontro con esperti di settore e in particolare con Filippo Tincolini, classe 1976, pontederese di nascita e carrarese di adozione, che è uno dei giovani scultori più conosciuti nel territorio. Tincolini, dopo aver frequentato il liceo artistico di Lucca, si diploma nel 2001 all'accademia di belle arti di Carrara. Nel 1997 inizia a frequentare opifici toscani e laboratori del marmo a Carrara, mentre nel 2004 fonda il laboratorio d'arte contemporanea Tor art. «Nel 2008, insieme a Simone Zanaglia (scultore carrarese con cui ha aperto un laboratorio) – spiega ancora il comunicato – ha scelto di aprirsi ai robot e adesso il 90 per cento degli artisti famosi che approda a Carrara sceglie le sue macchine e la sua manodopera per creare opere d'arte.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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